Nocino, falò e quelle particolari simbologie nelle date. Buon San Giovanni

Questa settimana non possiamo non soffermarci su una delle figure più importanti del Vangelo che tutti associamo al tempo dell’Avvento: San Giovanni Battista, il Precursore, Πρόδρομος. Un profeta piuttosto scomodo, che con parole anche dure si rivolgeva ai contemporanei per invitarli a “raddrizzare le vie”, a prepararsi alla venuta del Salvatore. Vestito di pelle di cammello, viveva battezzando con un battesimo di penitenza e si nutriva con cavallette e miele selvatico. (era già più che moderno, visto l’attuale uso della farina di insetti nella preparazione delle farine!). (Vangelo di Matteo cap.3). Parente stretto di Gesù, figlio della cugina Elisabetta, quando Maria si recò a visitarla, esultò di gioia nel grembo della madre poiché Maria portava in sé il Salvatore; Elisabetta infatti era al terzo mese. (Vangelo di Luca cap.1).

La liturgia celebra questo santo ricordando anche il giorno della nascita sulla terra oltre a quello della nascita al cielo come per tutti gli altri Santi. Tutti sappiamo allora che il 24 di giugno si festeggia la Solennità di San Giovanni Battista, pochi che il 30 agosto si ricorda San Giovanni “decollato”, che chiaramente significa decapitato.

A nessuno, credo, possa sfuggire che le date di nascita e di morte siano simboliche e che il 24 giugno è esattamente 6 mesi prima di Natale.

Per la festa del Natale, quando il cristianesimo divenne la religione dell’impero, venne scelto un giorno particolarmente significativo peri Pagani, quello del solstizio d’inverno, quando si festeggiava la vittoria del Dio sole sulle tenebre. Gesù, “sole che viene dall’alto per visitare quelli che sono nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri piedi sulla via della pace”, nasce nella notte del 24 dicembre, appena trascorso il giorno del solstizio d’inverno e San Giovanni Battista in quello d’estate. La simbologia del sole, del fuoco, della luce, della nuova vita e del raccolto si ritrova nelle tradizioni popolari di quel mondo contadino, semplice che vedeva la vita naturale e quella spirituale intrecciate in un unico scorrere.

I miei ricordi di bambina mi portano a quando attendevo la sera del 23 giugno, per accendere il falò: il fuoco mi ha sempre affascinato e in questa notte mi sembrava proprio magico.

Da adulta ho scoperto che questa notte, anche nel mondo cristiano, era celebrata come una notte magica, popolata di streghe che compivano magie. Una credenza secolare è che in questa fase solstiziale dell’anno le streghe fossero solite darsi convegno nella notte tra il 23 ed il 24 giugno attorno ad un antichissimo albero di noce, e con i frutti di questi alberi stregati, colti ancora verdi e madidi di rugiada nella notte di San Giovanni, si preparava il nocino, liquore considerato terapeutico, o anche il vino “nociato” e “nocellato”.

Oggi alcuni paesi hanno cercato di riscoprire queste tradizioni e di farle diventare motivo di attrazione per il turismo. Ne parleremo la prossima volta, insieme alla simbologia del sole e del fuoco legata ai solstizi.

Buon San Giovanni

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it