Non disturbate: pensiero creativo in fase di decollo

«Maggiore sarà la capacità del contesto di farsi a priori alla portata di tutti e minore sarà lo sforzo che il soggetto dovrà fare in termini di personale compensazione, maggiori saranno i livelli e le occasioni di opportuna dipendenza reciproca e più alti i livelli di autonomia conquistata». È l’indicazione per gli animatori che abbiano a che fare con ragazzi affetti da Dsa (Disturbi specifici di apprendimento): una realtà che riguarda oltre il 60 per cento dei partecipanti al sostegno post scolastico, un servizio molto diffuso negli oratori. Da qualche tempo però è disponibile un manuale per affrontare tali problematiche: s’intitola Do not disturb e l’ha pubblicato Anspi Emilia Romagna.

Operazioni complesse. I Dsa sono di vari tipi. Il più conosciuto è forse la dislessia (difficoltà a leggere un testo), ma poi esistono disgrafia (difficoltà a scrivere in modo comprensibile), disortografia (difficoltà a scrivere parole corrette) e discalculia (difficoltà nel calcolo). Disturbi che possono incidere sul rendimento scolastico se non adeguatamente riconosciuti e affrontati. Ciò vale anche in oratorio nel momento in cui i bambini fanno attività di doposcuola: come possono gli animatori intervenire? Il tema, come ricorda nelle pagine introduttive il presidente regionale Anspi, Secondo Gola, era già stato affrontato in un convegno a Rovereto sulla Secchia (Modena) il 16 giugno 2018. Da quella prima presa di coscienza si è passati all’elaborazione del manuale, presentato a Maranello il 16 novembre a margine del convegno ‘Modelli, esperienze e competenze per l’oratorio’ e realizzato grazie ai finanziamenti ministeriali del progetto Terzo sapere. Il titolo «richiama la fatica mentale e la spesa energetica che un ragazzo con Dsa impiega nello studio. Leggere, scrivere, calcolare sono operazioni così complesse per lui, da doverle necessariamente semplificare e affrontare in modi a lui più favorevoli. Tali strategie richiedono concentrazione, perché in quei momenti è richiesta tutta la sua creatività. Dunque, è importante non aggiungere rumori, confusione, concitazione, ulteriori consegne, quanto piuttosto rendere semplicemente disponibili alcuni strumenti, tra cui può orientarsi per trovare quelli più efficaci alla riuscita del compito». Il manuale, realizzato con uno speciale carattere tipografico ad alta leggibilità, presenta 30 tavole che, con strategie adatte a chi soffre di Dsa, ne facilitano l’apprendimento. Suggerisce inoltre l’adozione di agende mensili e settimanali, mappe e schemi, diari e schede, che intercettano quel pensiero creativo proprio di tali ragazzi permettendo di esprimere al meglio le loro potenzialità. Oltre alla presentazione del manuale la giornata di Maranello è vissuta anche su una relazione di Marco Moschini, docente all’Università di Perugia e direttore del Corso di perfezionamento in progettazione, gestione e coordinamento dell’oratorio. È partito da una provocatoria domanda ai presenti, ovvero chi conoscesse il bolognese Ugo Boncompagni (1502-1585) il quale, divenuto Gregorio XIII, oltre a riformare il calendario si occupò di attuare i decreti del Concilio di Trento (1545-63). Erano gli anni in cui, a Roma, san Filippo Neri dava vita all’oratorio. La fissazione delle regole ecclesiastiche da parte di Gregorio XIII arrivò fino a prescrivere gli orari giornalieri delle messe e le modalità di incensare l’altare. «Tuttavia né lui – ha fatto notare Moschini – né i suoi successori intervenirono mai per dettare regole all’oratorio, perché riconoscevano in quel luogo uno spazio intoccabile di libertà. Perciò non esiste un modello, ma tanti oratori che si calano nella realtà che è loro propria e dove agiscono con finalità sociali».

s.db.