Nuove scoperte di Curiosity su Marte

Dalla superficie di  Marte, dal 6 agosto 2012, il rover della Nasa Curiosity ci invia preziose immagini e numerosi dati relativi al pianeta rosso. Partito da Cape Canaveral il 26 novembre 2011, Curiosity, grande come una utilitaria (pesa 900 Kg), ha raggiunto la superficie marziana all’interno del cratere Gale, nei pressi del monte Sharp (alto 5000 metri) dopo 7 mesi di viaggio e 7 minuti di discesa mozzafiato.

Curiosity è l’unico rover ad operare su Marte. In precedenza era toccato ad altri veicoli come Spirit, che dal 2004 ha operato fino al 2010 quando è stato spento. Poi è toccato ad Opportunity che ha terminato la sua missione nel 2018 dopo che una violenta tempesta di sabbia ha coperto di polvere i suoi pannelli solari privandolo dell’energia necessaria ad operare. In 15 anni Opportunity ha percorso ben 40 Km sulla superficie marziana. Entrambi i rover della Nasa hanno scoperto i primi indizi della presenza, nel passato, di acqua su Marte. Il primo rover a raggiungere Marte fu Sojourner nel lontano 1997 con la missione Pathfinder. Il rover operò  per 83 giorni.

Ma torniamo a Curiosity che ha finora percorso 21 Km alla velocità di 3.5 Km l’anno superando pendenze del 25% (la gravità su Marte è pari ad 1/3 quella terrestre) e scalato 368 metri alle pendici del monte Sharp. Nonostante il danneggiamento di una ruota e del trapano durante la discesa nella debole atmosfera marziana, Curiosity è riuscito a portare avanti la sua missione. Il trapano è in grado di perforare la superficie del pianeta rosso fino a 6 cm di profondità, con fori  del  diametro di 1.6 cm, per il prelievo di materiale. Il rover Nasa ha rinvenuto tracce sul suolo marziano prodotte dall’azione di acqua e vento, confermando la passata abitabilità del pianeta durata almeno qualche milione di anni. Risale all’agosto di quest’anno la scoperta di un’area, denominata “Cuscinetto di argilla”, che in passato ha ospitato laghi e fiumi e dove sono stati rinvenuti minerali nell’argilla che si formano in presenza di acqua. «Quest’area è una delle ragioni per le quali siamo venuti sul cratere Gale», rivela Kristen Bennett, uno dei coordinatori della ricerca sui terreni argillosi, che aggiunge «Abbiamo studiato le immagini delle orbite per dieci anni e finalmente ora possiamo guardarle da vicino

A giugno 2019, Curiosity si imbatte nell’area geologica detta Strathdon, una formazione stratificata lavorata dall’azione combinata di acqua e vento. Gli studiosi hanno concluso che forse l’acqua su Marte non è evaporata, come si pensava, ma che la sua scomparsa sia frutto di una evoluzione più complessa. Non ci resta che attendere nuovi dati da Curiosity.

 Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it