Obiettivo: recuperare giochi di strada. “Così la mia vita è diventata tutto un gioco”

Roma. “Ho capito quanto il gioco sia determinante nella nostra quotidianità. Ed oggi la mia vita è diventata tutta un gioco”. Questa, per Dora Cirulli, una straordinaria scoperta ed ormai la vera filosofia dopo aver capito che “il recupero del gioco di strada può riportare la gente nelle vie e nelle piazze migliorando la società, facendo vivere il fascino dell’antico con passatempi come “ruba bandiera”, “madamadorè”, “morra” oppure i “tre cantoni” o “la campana”. Tutti giochi poveri ma fantasiosi”.

E del gioco, infatti, Dora ne ha fatto piacere ma ancor prima studio, preparando e poi vincendo un dottorato di ricerca sui giochi di strada. Un trampolino che, nel 1998, le ha dato l’imput per dar vita all’associazione sportiva “Torre Angela” e, successivamente, alla Federazione Giochi di Strada nella volontà di “risalire alle origini, studiare e capire com’era un’era non governata dal computer e dall’isolamento”.

Attualmente, la professoressa Cirulli collabora con il Miur, soprattutto nelle scuole elementari, crea eventi, promuove la formazione per far conoscere ai più giovani, soprattutto a quelli nati e cresciuti nelle città, l’esistenza storica di giochi e attività che in passato costituivano svago e aggregazione sociale “sviluppando e allenando le capacità coordinative che ti possono far diventare un campione ma che, anche se non lo diventi, non ti mettono aspettativa, combattendo il pericolo di obesità e facendo divertire”. Accrescendo l’inventiva e la scoperta con progetti che partono dalle interviste fatte dai bambini ai nonni per scoprire con cosa giocavano quando erano piccoli; la costruzione e la realizzazione, insieme a loro, dei giochi e alla fine dei progetti: un questionario nel quale si scopre che i bambini preferiscono questi vecchi giochi a videogames e social. Non solo, poiché l’associazione è stata accreditata per realizzare corsi di formazione ai docenti in un autentico interesse che si sta allargando e, sulla concezione che il gioco non ha età, anche la concretizzazione di animazioni e corsi per gli anziani.

Crescendo in piazza a Schiavi d’Abruzzo con pochi giocattoli e tanta fantasia, per Dora Cirulli la vita è diventata, si, tutta un gioco “ma un gioco serio a servizio della comunità”.

Alessandra Camia

Alessandra Camia

Articolista & Responsabile amministrativo di Karamellenews.it