Oro sulla Luna

Una ricerca pubblicata su Nature ha stabilito che minerali preziosi quali l’oro e l’iridio sono presenti sulla Luna in quantità molto minore che sulla Terra. La curiosità di scoprirne il motivo è legata alla stessa origine della Terra e della Luna.

Il nostro satellite naturale sarebbe nato da una collisione, più di 4 miliardi di anni fa, tra la Terra, ancora in formazione e un corpo celeste grande quanto Marte denominato Theia. Oggi sappiamo che elementi come l’oro, l’iridio, il plutonio, il rodio, il renio e l’osmio sono giunti sulla Terra e sulla Luna portati da meteoriti ed asteroidi. Lo studio è importante perché ci svela come si sono formati i corpi del Sistema Solare ed è un indicatore di come materiale meteorico sia aumentato su di un pianeta a causa di collisioni avvenute subito dopo la sua formazione.

La ricerca, effettuata attraverso simulazioni al computer, considerando velocità dell’impatto, angolo di collisione e diametro dei meteoriti o asteroidi, è stata condotta da Qing-Zhu Yin, professore alla UC Davis e coautore dello studio. Sono stati inoltre esaminati alcuni crateri lunari, l’età dei campioni di rocce lunari e l’abbondanza di elementi rari (detti siderofili). Meng Hua Zhu, dell’università cinese di Macao, primo autore della ricerca, ha messo in relazione il rapporto impatto/ ritenzione da parte della Luna.  Il nostro satellite ha una gravità pari a 1/6 di quella terrestre e questo potrebbe indicare la difficoltà a trattenere il materiale di un corpo impattante. Quando 4.35 miliardi di anni fa la superficie lunare era ricoperta di magma che si stava solidificando, gli elementi preziosi contenuti nelle meteoriti, dopo l’impatto affondarono fino al nucleo o al mantello. Per questo i campioni lunari presentano una quantità di minerali preziosi 1200 volte meno abbondante che sulla Terra. Inoltre, si deve considerare che la solidificazione del magma è avvenuta in due tempi distinti sulla Luna e sulla Terra. La simulazione al computer è stata effettuata generando proiettili che potevano formare crateri con un diametro di almeno 300 Km. Inoltre, le simulazioni sono state ripetute milioni di volte per evitare errori causati da un numero di dati insufficienti.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it