Padre Angelo Secchi: leggendo la luce comprese la natura delle stelle

Il gesuita è riconosciuto come il fondatore dell’astrofisica e della spettroscopia stellare.

Uomo di profonda fede e grande ingegno, si occupò anche di meteorologia, archeologia, paleontologia e sanità pubblica. Insegnò matematica, fisica e materie umanistiche a Roma e Loreto. Riconosciuto come il fondatore dell’astrofisica e della spettroscopia stellare, Padre Angelo Secchi visse nel periodo dei moti del ’48 che portarono alla Repubblica Romana pagando con l’esilio.

Se Roma è considerata una delle capitali dell’astrofisica lo deve sicuramente a Padre Secchi (Reggio Emilia 1818 – Roma 1878). Dopo esperienze didattiche presso Istituti Gesuiti, nel 1847 Padre Secchi viene ordinato sacerdote. L’anno dopo, a causa delle vicende politiche sopracitate, lascerà Roma per l’esilio, prima in Inghilterra, a Stonyhurst e poi in America, a Georgetown dove collaborerà con Padre Curley direttore del locale osservatorio. Tornato a Roma l’anno seguente, dirigerà l’osservatorio del Collegio Romano costruito sul tetto della Chiesa di S. Ignazio e inaugurato nel 1852. L’osservatorio, dotato di due strumenti all’avanguardia per l’epoca: un Cauchoix da 16 cm e un Merz da 24 cm, verrà anche arricchito di strumentazione meteorologica. Si narra che Padre Secchi registrasse ogni giorno le condizioni meteorologiche e che per il 20 settembre 1870 annotò: “Cielo perfetto, tempesta a Terra”. I grandi uomini non si smentiscono mai!

Tra gli strumento ideati dal gesuita, uno, il Metereografo (che registrava contemporaneamente temperatura, direzione e velocità del vento, pressione atmosferica e quantità di pioggia), gli valse il titolo di Ufficiale della Legion D’Onore conferitagli da Napoleone III durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1867. L’attività di astronomo di padre Secchi lo portò a scoprire comete, a produrre una delle prime mappe di Marte (1858), a studiare le protuberanze e le macchie solari (1871) e ad organizzare spedizioni per l’osservazione di eclissi solari e del transito di Venere sul Sole (1874).

Ma la vera novità venne dai suoi studi di spettroscopia. Analizzando e scomponendo la luce che giungeva dalle stelle ai suoi spettrografi, padre Secchi, con l’astronomo Lorenzo Respighi, realizzò più di 4.000 spettri stellari che risultarono fondamentali per la prima classificazione delle stelle poi ripresa e migliorata dalla Harward University.  Respighi, già direttore dell’Osservatorio di Bologna, venne destituito dal suo incarico (1864) per aver rifiutato di giurare fedeltà a Vittorio Emanuele II; fu in seguito destinato da Pio IX a dirigere l’Osservatorio situato presso il Campidoglio. Da qui i due astronomi osservarono anche le aurore boreali visibili anche nel sud Italia, complice l’assenza di inquinamento luminoso.

Dopo la morte di Padre Secchi, gli studi continuarono a Firenze con Giovanni Battista Donati e soprattutto a Roma con Pietro Tacchini, direttore dell’Osservatorio Pontificio confiscato dal nuovo governo e da Giuseppe Lorenzoni di Padova. Siamo ormai prossimi alla grande tragedia della prima guerra mondiale e l’attività di ricerca rallenta in tutta Europa ma non negli USA dove l’astrofisica troverà terreno fertilissimo. Padre Secchi viene ricordato per aver pubblicato i due primi testi di astrofisica dell’800: Le Soleil e le Stelle. Già socio della Royal Society, delle Accademie delle Scienze di Parigi, S. Pietroburgo, Bruxelles, Berlino, Madrid, Philadelphia, a Padre Secchi è stato dedicato l’asteroide 4705 e l’Osservatorio di Castelnovo Sotto (RE).

Una curiosità: la classificazione di Harward ordina le stelle secondo la temperatura con la sequenza: O, B, A, F, G, K, M, B. Studenti e astrofili la ricordano con la filastrocca: Oh Be A Fine Girl, Kiss Me Baby. Ah la fantasia!

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it