Padre Ermes Ronchi e il suo saggio sulla Bellezza

In una breve, ma significativa intervista, Padre Ermes Ronchi condivide alcuni contenuti del suo libro “Tu sei Bellezza”.

Nel suo libro l’esposizione è intrecciata ad una sorprendente altalena di citazioni letterarie, artistiche, filosofiche…

Il problema è rappresentato da ciò di cui noi ci nutriamo. Che cosa mangiamo? La cultura, la bellezza, l’arte oppure arrabbiature, inquinamenti o diffuse miopie dello spirito?

Il suo testo diventa  la sostanza stessa del contenuto, in quanto ci accompagna verso la Bellezza. Bellezza intesa non solo in senso estetico, ma come percezione tangibile del Bene…

Il Bene che ci tocca, ci attira. Quando il Bene ci attira, ecco: quella è la forza della bellezza!  Quella è la   bellezza: non è semplicemente un fatto legato alla dimensione artistica  o estetica, ma la bellezza è legata a Dio. La Bellezza è Teologia: essa rivela qualcosa del volto di Dio. Perché se Dio non ci affascinasse con la sua attrattività, se non riuscissi a trasmettere un volto di Dio coinvolto e coinvolgente, che ride e gioca con i suoi figli, allora personalmente, come religioso, come frate,  come uomo che tenta di vivere il Vangelo, avrei fallito.

Lei evidenzia un esodo della Teologia dall’Estetica. Molte persone si allontanano dalla Chiesa per dogmi che risultano troppo severi da affrontare…

Soprattutto perché li devono affrontare se non c’è la forza di attrazione? Dicevano i Padri della Chiesa che è la bellezza  a creare comunione anche fra le persone. Naturalmente parliamo della bellezza non solo fisica, bensì della bellezza di un gesto, di un atteggiamento. Così avviene con Dio.

Nel libro si ritrova un senso di speranza. Dio non vuole essere obbedito, ma amato pur nella meschinità umana…

Pensiamo a come Gesù si comporta con Pietro che per tre volte si era voltato dall’altra parte negando di conoscerlo. Gesù va a cercarlo e per tre volte gli pone una sola domanda: “Tu mi vuoi bene?”. Non gli chiede se ha capito quel che Egli ha detto, se si ricorda le parole più importanti o se saprebbe fare la sintesi del suo messaggio. Nulla di tutto ciò. Gli chiede: “Mi vuoi bene?”. E Gesù può andarsene solo quando è rassicurato dalla risposta di Pietro.

La tecnologia, purtroppo, ci ha fatto perdere almeno una parte di creatività e di stupore …

Occorre avere gli occhi che sanno incantarsi ancora. Cos’è la Bellezza? E’ l’incanto della prima volta. Ad esempio, la prima volta che sono salito su un aereo, la prima volta che ho visto Venezia. Poi ci si abitua. L’Eternità è l’incanto, il miracolo della prima volta che continua a ripetersi. L’Eternità è non abituarsi. Se noi riusciamo a salvarci da questa abitudine, possiamo camminare incantati.

Lucia Terramoccia

Lucia Terramoccia

Articolista & curatrice delle rubriche: "Karamelle al Cinema" e "E...state in Buona Lettura" di Karamellenews.it