Giuseppe Piazzi: lo scopritore di Cerere, il più grande asteroide tra Marte e Giove

Con un diametro di 950 km è il più grande asteroide della fascia (32% della massa totale).

Nato In Valtellina nel 1746, si spense a Napoli nel 1826.  Dopo gli studi a Como e Milano, entrò nell’ordine dei Teatini consacrandosi nel 1769. Insegnò matematica per due anni all’Università di Malta (1770) e per 46 anni a Palermo (dal 1781), città amatissima, come più volte rivelerà. Padre Giuseppe Piazzi si avvicinò alle scienze matematiche e astronomiche grazie alla frequentazione di scienziati quali Girolamo Tiraboschi, G B Beccario e ai Padri Seure e Jacquier.

Anche se non viene considerato un astronomo di particolare valore, i suoi studi produssero risultati molto importanti. Tra il 1792 e il 1813 Piazzi effettuò 86.000 osservazioni, studiando 6.784 stelle delle quali 1.600 viste per la prima volta. Padre Piazzi si occupò anche di misurare la distanza delle stelle utilizzando il metodo della parallasse migliorandone i valori ottenuti precedentemente. Coadiuvato dai suoi assistenti, in particolare da Nicola Cacciatore (latinizzato in Nicolaus Venator), a cui dedicò due stelle della costellazione del delfino Venator e Sualocin (il contrario di Nicolais), studiò il moto proprio di 61 Cygni, un astro dotato di grande moto proprio. Il suo catalogo stellare, pubblicato nel 1803 e riproposto aggiornato nel 1813, venne premiato dall’Acadèmie de Sciences parigina. Le sue costanti e attente osservazioni effettuate dalla Torre di Santa Ninfa del Palazzo Reale eseguite con G. Venanzio Marvuglia, si protrassero per circa 40 anni.

Nel 1787 venne inviato a Londra e Parigi per approfondire le scienze astronomiche e parteciperà allo studio della determinazione della differenza di longitudine tra Parigi e Londra. Scriverà: ”[…] esaminerò da principio quelli Osservatorj tutti di Parigi, che non sono  pochi, osserverò io stesso, prenderò cognizione degli Antichi, ed infine assisterò all’assemblee della Accademia delle Scienze, ove siffatte materie vengono trattate. Dopo tutto ciò unitamente a M.r de Lalande e M.r de Condorcet, e Cassini, si tratterà di quanto sarà necessario per istabilire codest’Osservatorio che certamente potrà essere uno de’ migliori”.

A Parigi incontrerà anche Messier e Laplace astronomi tra i più noti. A Londra conoscerà Lord Maskelyne, astronomo reale a Greenwich e William Herschel, lo scopritore di Urano. Qui ordinerà uno strumento di grande precisione a J Ramsden, rinomato costruttore, da installare all’Osservatorio di Palermo del quale è direttore dal 1791. Padre Piazzi farà di Palermo un centro astronomico di eccellenza.  Nel 1701 viene inaugurato l’Osservatorio napoletano di Capodimonte voluto da Ferdinando III e Piazzi ne sarà il direttore fino al 1817. Gli succederà Nicola Cacciatori. Le ricerche di Padre Piazzi verranno pubblicate postume nel 1848 da Von Littrow, direttore dell’osservatorio di Vienna.

Il 1° Gennaio 1801, da Palermo, Padre Piazzi osservò un corpo celeste che si spostava tra le stelle fisse. Dopo aver escluso trattarsi di cometa, egli si rese conto di aver scoperto un nuovo corpo celeste orbitante nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove che battezzerà Ceres Ferdinandea (Cerere) in onore della Dea protettrice della Sicilia e di Re Ferdinando. Oggi sappiamo che esso ha un diametro di 950 km e che è il più grande asteroide della fascia (32% della massa totale). Per oltre mezzo secolo è stato considerato l’ottavo pianeta del sistema solare. La comunità astronomica internazionale tuttavia accettò solo il nome di Cerere.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it