Parla italiano l’E-ELT, il telescopio terrestre più grande del mondo

Sono numeri da capogiro quelli che si riferiscono all’Eropean Extremely Large Telescope che nascerà entro il 2023 e presentato a Polcenigo (Friuli) dall’ingegner Paolo Calcina, project manager di Cimolai, una delle aziende coinvolte nel progetto del super telescopio.

Con un diametro dello specchio principale di 39.3 m, una base vasta come un campo di calcio e un’altezza di 90 m (2 volte quella del Colosseo, del quale eguaglierà il volume), E-ELT supererà in prestazioni ogni altro telescopio terrestre. Per sollevare i moduli che lo comporranno occorreranno enormi gru, alcune con bracci di 150 m di lunghezza. Il peso complessivo dello strumento si aggirerà intorno alle 10 mila tonnellate. Il super telescopio raccoglierà 13 volte più luce dei più avanzati strumenti ad oggi esistenti e ci regalerà immagini 16 volte più nitide e dettagliate di quelle inviateci dal Telescopio Spaziale Hubble.

E-ELT opererà nella banda ottica e in quella del vicino infrarosso e cercherà di svelare le origini dell’Universo primordiale e la sua evoluzione fino ad oggi. Inoltre si occuperà della ricerca di esopianeti simili alla Terra, dei quali studierà l’atmosfera alla ricerca dei composti chimici che stanno alla base della vita.

La notizia ci rende particolarmente orgogliosi perché progetto e realizzazione del telescopio è stata affidata ad un consorzio di aziende italiane: Cimolai, Astaldi ed EIE. Alla realizzazione di E-ELT, commissionato dall’ESO, Osservatorio Australe Europeo di Garching, lavoreranno più di 100 ingegneri. Il mega telescopio sorgerà nel deserto di Atacama, sul Cerro Armazones (Ande cilene, già sede dei maggiori telescopi terrestri) a 3 mila metri di quota. Qui, la qualità dell’aria (assenza di umidità e nuvole), consentirà di ottimizzare le osservazioni. Tuttavia il deserto cileno è caratterizzato da forti e frequenti venti e soprattutto da elevatissima sismicità, non sono purtroppo rari terremoti di magnitudo 8. Presso il Cerro Armazones, a 20 Km di distanza, sul Cerro Paranal, opera da anni l’altro grande telescopio australe europeo: il VLT (Very Large Telescope), le infrastrutture del quale potranno risultare utili a E-ELT.

Ora non ci resta che attendere le prime immagini che ci regalerà E-ELT. Appuntamento nel 2023.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it