Perché è in orbita il Telescopio Spaziale Hubble Hst?

Il 24 aprile 1990, a bordo dello Shuttle Discovery, veniva messo in orbita bassa (569 Km) il telescopio spaziale Hubble. La durata della missione era stimata in 27 anni circa ma, fortunatamente, oggi HST è più in forma che mai, grazie soprattutto ai 5 interventi di manutenzione effettuati in orbita dagli astronauti, l’ultimo dei quali eseguito nel 2009. Oggi si stima che HST funzionerà fino al 2020-2030 e sarà sostituito dal James Webb Space Telescope il cui lancio è già stato rinviato più volte per motivi di bugdet. Il nuovo strumento però, sarà posizionato a 1,5 milioni di Km dalla Terra e non potrà essere revisionato in caso di guasto.

HST ha una massa di 11 Tonnellate, come due elefanti, e lungo 13.3 m, quanto un grosso autobus; la sua velocità di 8 Km/sec, gli fa compiere un’orbita intorno alla Terra ogni 97 minuti ed è stato il primo telescopio spaziale lanciato dalla NASA, in collaborazione con l’agenzia spaziale europea (ESA). La luce viene raccolta dallo specchio primario dal diametro di 2.3 m del telescopio e riflessa in uno specchio secondario che invia i raggi luminosi, attraverso un foro sul primario, ai 5 strumenti posti dietro quest’ultimo (per gli intenditori, l’ottica del telescopio è di tipi Ritchey.Chrètien). L’accuratezza del puntamento dell’Hubble è tale che potrebbe colpire con un raggio laser, una monetina lontana 320 Km. L’energia necessaria al suo funzionamento gli viene fornita da 2 grandi pannelli solari.

Ma perché mandare in orbita un telescopio? Per molti motivi, vediamone alcuni: osservando dalla Terra le stelle, le vediamo pulsare; questo fenomeno è causato della distorsione prodotta dall’atmosfera terrestre sulla luce che ci giunge da esse. Nello spazio, questo fenomeno non avviene. Un altro motivo è che dallo spazio si può osservare l’universo anche in altre frequenze come l’infrarosso, l’ultravioletto, in RX, etc. Le immagini che HST ci ha inviato in 28 anni (sono più di 1.4 milioni), meritano di essere viste perché, oltre che essere stupefacenti, suscitano profondi interrogativi e riflessioni. Per questo, basta connettersi col sito della NASA (www.nasa.gov/HST).

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it