Pianeti Orfani

Esistono pianeti che non orbitano attorno ad alcuna stella. Strano, ma è così.

Pare che nella sola Via Lattea ve ne siano miliardi o più e da qualche anno se ne individuano sempre di più. Il più piccolo di essi, OGLE-2016-BLG-1928, scoperto recentemente da un team Polacco-Coreano col metodo delle Lenti Gravitazionali, ha massa terrestre. La notizia è stata pubblicata da The “Astrophisical Journal Letters”.

Fino ad oggi gli esopianeti scoperti sono circa 4.000. Quasi tutti orbitano attorno ad una stella e questa caratteristica favorisce la loro individuazione con i metodi dei transiti e delle velocità radiali. Alcuni pianeti tuttavia non presentano alcuna stella entro le 10 UA (Unità Astronomiche. 1 UA = distanza Terra-Sole, pari a 150 milioni di Km). Conclusione: o la loro orbita è eccessivamente ampia (poco probabile), oppure siamo davanti ad un pianeta “Vagante” o definito anche “Canaglia”, termine che, personalmente, non mi piace proprio.

La scoperta è opera del team OGLE (Optical Gravitational Lensing Experiment) dell’Università di Varsavia in collaborazione con KMTN (Korean Microlensing Telescope Network), che ha utilizzato il telescopio polacco di 1.2 metri di diametro ospitato a Las Campanas, in Cile. L’’individuazione del più piccolo pianeta vagante è stata possibile sfruttando il fenomeno delle “Lenti Gravitazionali” o “Microlensing”, fenomeno già previsto dalla relatività generale di Einstein. Spiega Przemek Mroz del California Institute of Technology, primo autore dello studio: “Se un oggetto massiccio (una stella o un pianeta), transitando, si frappone tra noi osservatori qui sulla Terra e una sorgente distante, la sua gravità può deviare e focalizzare la luce dalla sorgente. E l’osservatore misurerà un aumento di luminosità della stella sorgente”.  Condizione necessaria affinché si produca il fenomeno è il perfetto allineamento di Terra, stella o pianeta e sorgente luminosa. La durata dell’evento dipende dalla massa dell’oggetto deflettente. Più questa è grande, maggiore sarà la durata. Nel caso di Ogle è stato di 42 minuti. Per masse maggiori si parla di ore o addirittura di giorni. Quindi, dalla durata dell’evento si può calcolare la massa del pianeta.

Lo stesso team aveva già scoperto in passato 10 pianeti simili a Ogle ma di massa molto maggiore (come quella di Giove). Riguardo l’origine dei pianeti vaganti bisogna sottolineare che essi si formano, come ogni altro pianeta, dai dischi protoplanetari attorno ad una stella. Tuttavia le forti perturbazioni gravitazionali prodotte dagli altri corpi presenti nel sistema stellare, possono espellere un pianeta all’esterno di quest’ultimo condannandolo a vagare nel cosmo. Sembra che pianeti aventi massa tra 0.3 e 0.1 quella terrestre, abbiano più probabilità di venire espulsi. La ricerca è indirizzata alle stelle al centro della Via Lattea perché qui è più facile che si verifichi il fenomeno delle lenti gravitazionali.

Andrzej Udalski, del team del progetto Ogle, ha rivelato, riferendosi alla scoperta ottenuta utilizzando strumenti posti sul nostro pianeta: “Questo dimostra che i pianeti interstellari di massa ridotta possono essere rilevati e caratterizzati utilizzando telescopi terrestri”.

Una realtà affascinante e curiosa della quale conosceremo ulteriori sviluppi in futuro.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it