Polvere Zodiacale e Luce Zodiacale. Ma l’astrologia non c’entra

Tranquilli ragazzi, l’astrologia non c’entra affatto! Perché la polvere zodiacale, fenomeno prodotto dall’evaporazione di comete quando si avvicinano al Sole e a scontri tra asteroidi, è un bagliore diffuso che disturba l’osservazione degli astri in entrambi gli emisferi. Questo materiale, calcolato in 3 miliardi di tonnellate, si accumula sul piano dell’eclittica (l’orbita percorsa apparentemente dal Sole nel cielo ) e, riflettendo i raggi del Sole, determina il fenomeno della Luce Zodiacale.

Questa è particolarmente evidente in primavera al tramonto ed in autunno all’alba, intorno quindi agli equinozi. Per meglio apprezzare il fenomeno, è consigliabile recarsi in luoghi bui, lontano dall’illuminazione urbana ed in notti senza Luna. Particolarmente affascinante è la notizia della scoperta di questo materiale anche su molte stelle che ospitano pianeti extrasolari, dove però è presente in percentuale minore (15% in meno) rispetto al sistema solare (S. Ertel, Università dell’Arizona in: The Astrophisical journal). In questo caso però, la polvere zodiacale rappresenta un ostacolo all’osservazione della debole luce emessa dagli esopianeti, rendendo l’operazione molto più complicata. Qui, la polvere si rende visibile nella banda infrarossa quando è riscaldata dall’energia della stella madre che però è 15.000 volte più intensa. Per poter eliminare la luce emessa dalla stella, e osservare quella riflessa dai pianeti, è stato impiegato uno strumento, il Bracewell  Nulling  Interferometry che, applicato al telescopio Large Binocular Telescope Interferometer (LBTI) situato in Arizona, produce un segnale sfasato  che  annulla la luce della stella lasciando solo quella proveniente dal pianeta.

Uno studio dell’Università francese di Grenoble, ha stabilito che dove abbonda la Polvere Zodiacale, maggiore è la presenza di pianeti. La sfida alla penetrazione dello strato di polvere extrazodiacale, impone la progettazione di nuovi potenti telescopi come il Very Large Telescope della Silla, in Cile e, in futuro, lo strumento SHARK da applicare all’LBT (Questo telescopio possiede due specchi da 8.4 m di diametro ciascuno e viene utilizzato oltre dagli USA da Germania e Italia). Infine, per celebrare una gloria ligure, ricordiamo che nel XVII secolo fu G D Cassini ad ipotizzare che la polvere zodiacale potesse essere di origine cosmica.  La conferma è arrivata dalla sonda Rosetta nel 2015.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it