Proxima Centauri b: un Esopianeta da studiare

Ora il prossimo passo è scoprire se Proxima b possiede un’atmosfera.

Il sistema stellare Proxima Centauri, il più vicino a noi a “soli” 4.2 anni luce dal Sole, ospita un interessante pianeta scoperto nel 2016: Proxima b. Interessante perché esso orbita nella fascia di abitabilità, cioè ad una distanza dalla Stella Proxima Centauri tale da consentire all’acqua di restare allo stato liquido, e siccome acqua = vita…l’interesse è di rigore. La notizia è apparsa sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Il pianeta extrasolare Proxima Centauri b, con una massa pari a 1,3 quella terrestre, orbita attorno alla sua stella, una nana rossa, in 11.2 giorni ad una distanza di 7.25 milioni di Km (20 volte minore di quanto sia separata la Terra dal Sole). Tuttavia, Proxima Centauri è più debole del nostro Sole, emette infatti solo il 64% dell’energia che il Sole invia sulla Terra, ma essendo più vicina al pianeta, l’energia che raggiunge quest’ultimo è sufficiente a mantenere l’acqua allo stato liquido. E qui la prima delusione: la stella è una nana rossa attiva. Ciò significa che essa emette anche violenti brillamenti composti da raggi X e ultravioletti (incompatibili per la nascita della vita) pari a 400 volte quelli che dal Sole che giungono sulla Terra.

Nel 2016 Proxima ha prodotto un super brillamento tanto potente da aumentare di molto la visibilità dell’astro. Lo studio è stato condotto dall’Istituto di Astrofisica delle Canarie guidato da Alejandro Suarèz Mascareo utilizzando lo spettrometro Espresso (Echelle Spectrograph For Rocky Planets And Stable Spectroscopics Observation) realizzato in Svizzera. Questo innovativo spettrometro, quattro volte più potente di Harps che ha permesso a Guillem Anglada de Escudé di osservare Proxima b già tre anni fa, è installato sul Very Large Telescope dell’ESO che sorge sulle Ande cilene. “Espresso ha permesso di misurare la massa del pianeta con una precisione di oltre un decimo della massa della Terra“, rivela Michel Mayor, vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 2019 e scopritore nel 1995, con Didier Queloz, del primo pianeta extrasolare.

Ora il prossimo passo è scoprire se Proxima b possiede un’atmosfera. Per ottenere questa informazione dovremo però attendere che venga ultimata la costruzione dello Spettrometro Ristretto ideato proprio per cercare l’atmosfera di Proxima b. Lo strumento verrà montato sul supertelescopio Extremely Large Telescope da 39.2 metri di diametro che verrà ultimato nel 2025. La caccia è appena iniziata.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it