Proxima Centauri fa il bis

10Nel 2016, attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina a noi (a 4.2 anni luce), è stato scoperto un pianeta probabilmente roccioso: Proxima b. Proxima Centauri ha una massa 8 volte inferiore a quella del Sole e, per tipologia, è la più diffusa nell’universo. Il pianeta orbita nella fascia di abitabilità ed è stato individuato col metodo delle velocità radiali. In un sistema orbitale, a muoversi non sono soli i pianeti ma anche le stelle attorno alle quali essi orbitano. Infatti lo spostamento avviene attorno al loro comune centro di massa. Analizzando attraverso uno spettrometro la luce proveniente dalla stella, è possibile quantificare tale spostamento.

Proxima b è stato individuato grazie alle osservazioni eseguite con gli spettrometri Uves, installato sul Very Large Telescope Array situato sul Cerro Paranal e Harps, montato sul telescopio di 3.6 metri di diametro di La Silla, ambedue in Cile. I telescopi fanno parte dell’European Sutherns Observatory. Ora i pianeti di Proxima Centauri sono diventati due.

Un team internazionale guidato da Mario Damasso (INAF Torino) e Fabio Del Sordo (Università Di Creta e Istituto Astrofisico del Forth), analizzando i dati forniti dal telescopio Alma, sempre nel Cile e relativi ad osservazioni durate 17 anni, nell’ambito del progetto “Red Dot”, ha scoperto un secondo pianeta: Proxima c. Il nuovo pianeta orbita ad una distanza dalla stella pari a quella tra Sole e Marte in 5.2 anni e possiede una massa di circa 6 volte quella della Terra. Inoltre, sembra il candidato ideale per essere studiato con metodi complementari. La notizia è stata pubblicata su Science Advances. Una conferma potrebbe giungere dalla sonda GAIA nelle estati del 2020-2021 che mapperà in 3D posizione e spostamento delle 1.8 miliardi di stelle della Via Lattea. Tuttavia, Proxima c non può essere abitabile in quanto situato nella “frost line” (linea della neve), cioè ad una distanza dalla stella dove le basse temperature consentono all’acqua di presentarsi solo allo stato solido (ghiaccio). Sembra tra l’altro che le superterre come Proxima c, si formino pressoché tutte a questa distanza dalla loro stella. Ma per andare a verificare, anche muovendoci alla velocità di 40.000 Km/h dell’Apollo 10, sarebbero necessari 113.000 anni. “La posizione dell’orbita di Proxima c non è facilmente spiegabile con i modelli di formazione ed evoluzione planetaria attualmente disponibili – spiega Del Sordoe quindi si aprono molte domande su come possa essersi formato poco più di 5 miliardi di anni fa”. Chissà se Proxima Centauri ci svelerà in futuro altri ospiti.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it