Quanta acqua sulla Luna!

C’è acqua sulla Luna. Ora è confermato. Ma quanta ce n’è e come si potrà disporne?

Le risposte in due studi statunitensi eseguiti nell’agosto 2018, elaborando le immagini raccolte da SOFIA (Spectrospheric Observatoty For Infrared Astronomy), un telescopio di 2.7 metri di diametro ospitato a bordo di un Boeing 747 SP modificato. Osservando dalla quota di 12.500 metri, Sofia scruta il cosmo sfuggendo lo schermo atmosferico che bloccherebbe la radiazione Infrarossa.

 Nel 2024, la  della Nasa riporterà infatti sulla Luna un equipaggio nel quale sarà presente anche una donna. E’ quindi una buona notizia quella comunicata da Nature Astronomy riguardante la conferma, grazie a due differenti studi, della presenza di acqua sul nostro satellite naturale. Il primo studio, coordinato dalla Nasa e guidato da Casey Honniball, riguarda la scoperta, presso il cratere Clavius (diametro 231 Km), di acqua contenuta all’interno di piccole sfere vetrificate prodotte da impatti meteorici. La quantità ammonterebbe a 300 ml per metro cubo (per confronto, il Sahara è 100 volte più umido della Luna). Le piccole sfere proteggono l’acqua dalle radiazioni solari (230°C) che la farebbero evaporare. L’Università del Colorado Boulder e quella delle Hawaii hanno elaborato il secondo studio che riguarda le Cold Traps (trappole fredde). Queste aree possono essere sia estese, come quelle presso i poli (40.000 Km2), che minuscole (microtraps) e presenti anche a latitudini intermedie. Ambedue le strutture sono costituite da aree contenenti ghiaccio antico miliardi di anni che la luce solare non raggiunge mai.

Sono proprio le microtraps ad interessare maggiormente gli scienziati perché numerosissime e facilmente raggiungibili. “Se abbiamo ragione, l’acqua sarà più accessibile per bere, come carburante per missili, per tutto ciò di cui la Nasa ha bisogno“, rivela Paul Hayne, scienziato dell’Università del Colorado Boulder. La presenza di acqua ghiacciata lunare risale al 2009 e vede protagonista la sonda americana LCROSS che la individua all’interno del Cratere Cabeus, ma già nel 1994 la sonda Clementine ne aveva evidenziato la presenza. Il problema era però sapere se si trattava di acqua o del solo componente OH.

Nel 2010 il Radar Minisar della Nasa scopre, nei pressi del Polo Nord lunare, 40 depositi di ghiaccio (circa 600 milioni di tonnellate) a temperature di -180°. “È dagli anni Sessanta, da quando le prime rocce lunari furono portate sulla Terra, che cerchiamo acqua sulla Luna – afferma Alessandra Roy, scienziata alla Dlr –Tuttavia, la maggior parte di questi campioni non ha mostrato alcuna prova della sua presenza”. Sofia è un progetto per l’80% USA e per il 20% del DIR Tedesco. Creato per cercare galassie, buchi neri e cluster stellari, il telescopio volante è stato puntato sulla Luna per reperire siti di allunaggio destinati alle future missioni.

Ora non ci resta che attendere ulteriori conferme che verranno tra l’altro dalla missione L-CIRiS nel 2022.

Miro Bertinotti

Foto by Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it