Quel che ci rivela un raggio di luce

Luce. Chi è interessato ad osservare il cielo, riceve sempre la stessa raccomandazione: recarsi in luoghi bui e lontani da fonti luminose. Infatti, solo così sarà possibile osservare le stelle più deboli e gli oggetti del profondo cielo (ammassi stellari, nebulose e galassie).

Detta così, parrebbe che la luce rappresenti il maggior nemico dell’astronomo. In effetti, i grandi telescopi sorgono tutti in luoghi isolati, meglio se su altopiani desertici (deserti cileni), lontani dal rischio di inquinamento luminoso e circondati da atmosfera stabile e secca. In realtà non è proprio così. Se oggi gli astronomi sono in grado di rivelarci la composizione delle atmosfere delle stelle, la loro temperatura superficiale e il loro spostamento nello spazio, lo dobbiamo proprio alla luce che ci giunge da esse. Non solo, questa ci mostra la presenza di uno o più pianeti orbitanti attorno ad un astro e, cosa ancor più sorprendente, grazie all’effetto lente gravitazionale, predetto da Albert Einstein cento anni fa, ci permette di osservare galassie situate dietro ad oggetti massicci.

Come è possibile tutto ciò. Grazie alla spettroscopia. Nel XVII secolo, Isaac Newton scoprì che un raggio di luce, che attraversa un prisma di vetro e proiettato su di una parete, viene scomposto nei sette colori fondamentali.  Joseph von Fraunhofer e soprattutto il Gesuita Padre Angelo Secchi nel XIX secolo, applicarono questo principio scomponendo la luce proveniente dalle stelle. Il risultato fu che all’interno dei colori proiettati (detto spettro), comparivano delle righe nere o bianche. Sono proprio queste che ci informano sulla composizione del corpo osservato. Infatti, la posizione di ogni riga spettrale è caratteristica unica di un elemento chimico. In più, a seconda dello spostamento delle righe verso il rosso o il blu, colori estremi dello spettro, possiamo capire se l’oggetto si muove verso di noi o se ne allontana.

Sorprendente no? Confesso che è questo che mi ha fatto innamorare dell’astrofisica.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it