Quell’asteroide è un gemello perduto della Luna?

101429 1998 UF 31. No, non è una password ma il nome di un asteroide.

Un asteroide che potrebbe essere stato generato da un impatto prodotto agli albori della formazione del Sistema Solare da un massiccio corpo celeste con la Luna. Non è la sola ipotesi proposta dagli scienziati, ma alcune analogie col nostro satellite farebbero propendere per una genesi lunare. La notizia pubblicata su Icarus.

Conosciuto da oltre 20 anni, il corpo celeste si sposta sull’orbita di Marte. Il merito della scoperta va ad un team internazionale: Italia (presente con gli osservatori di Torino e Arcetri), Bulgaria, USA e guidato dall’Osservatorio irlandese Armagh. Analizzando la luce riflessa dall’asteroide, attraverso lo spettrografo Shooter montato sul Very Large Telescope (Osservatorio europeo che sorge sulle Ande cilene), gli astronomi hanno potuto rilevarne le caratteristiche fisico-chimiche.  Inizialmente, i dati ottenuti dall’analisi spettrografica erano stati confrontati con una particolare varietà di asteroidi denominati “Troiani” che si muovono lungo la stessa orbita di Marte senza però trovare corrispondenze.

L’attenzione si era allora rivolta ad altri corpi del Sistema Solare trovando forti analogie con la superficie Lunare. Galin Borisov dell’Osservatorio di Armagh, rivela che “Lo spettro di questo particolare asteroide sembra ricalcare quello di alcune porzioni della Luna dove il letto roccioso è esposto, come in corrispondenza di montagne e crateri“. Spiega ancora Apostolos Christou, astronomo dell’AOP e autore principale dell’articolo: “Il primo sistema solare era molto diverso dal luogo che vediamo oggi. Lo spazio tra i pianeti appena formati era pieno di detriti e le collisioni erano all’ordine del giorno. I grandi asteroidichiamiamo questi planetesimi – colpivano costantemente la Luna e gli altri pianeti. Un frammento di tale collisione avrebbe potuto raggiungere l’orbita di Marte quando il pianeta si stava ancora formando ed era intrappolato nelle sue nubi Troiane”. Una seconda ipotesi propone che l’analogia con la Luna sia dovuta alla lunga esposizione di 1998VF31 alla radiazione solare, un fenomeno noto come “Weathering”. Infine La scoperta sull’asteroide del Pirosseno, elemento presente anche sulla superficie di Marte, ne ha fatto ipotizzare l’origine dal Pianeta Rosso.

Informazioni più dettagliate le avremo tra il 2021 e il 2023 quando sarà operativo, in Cile, il telescopio da 8.4 metri “Vera Rubin”. Lo strumento, intitolato alla grande astronoma americana, studierà le caratteristiche di un gran numero di asteroidi (almeno 10 volte quello conosciuti oggi).   La Nasa, nell’ottobre 2021, lancerà la sonda Lucy che studierà da vicino, tra il 2025 e 2033, sette asteroidi. Gli asteroidi Troiani sono una parte della “rimanenza” del materiale che ha formato il Sistema Solare. A causa di perturbazioni gravitazionali indotte da altri corpi celesti (pianeti, lune, etc), essi vengono spinti lontano e possono raggiungere l’orbita dei pianeti (soprattutto Giove) e posizionarsi in particolari punti detti di Lagrange.

Un corpo che si posizioni in uno di questi 5 punti, resterà in equilibrio in quanto l’attrazione gravitazionale combinata Pianeta-Sole si bilancia perfettamente e orbiterà insieme al pianeta precedendolo o seguendolo di 60°.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it