Quelle donne che sfidano l’immortalità

La notizia è tornata a galla di recente ma se ne discute da tempo: la terza età, fissata a 65 anni, è ormai un limite anacronistico. Data la continua crescita della speranza di vita avrebbe senso spostarla a 75 anni ma qualcuno si spinge addirittura a 80. D’altro canto già nel 2010 il presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria, Niccolò Marchionni, intervistato dal Corriere della Sera (19 dicembre), rifletteva: «Vent’anni fa un ottantenne era quasi sempre pieno di acciacchi, ora si deve arrivare ai 90-100 anni per vedere situazioni analoghe».

Secondo l’Istat (Istituto nazionale di statistica) in Italia i grandi vecchi, coloro che hanno oltrepassato il secolo, all’1 gennaio 2018 ammontavano a 15.647 dei quali ben 13.090 erano donne. Poi ci sono i supercentenari, termine usato dai gerontologi per classificare chi ha superato i 110 anni: al momento se ne contano 17, tutte donne. Una platea che, date le tendenze, dovrebbe continuare a crescere. Una longevità estrema di cui la scienza non ha ancora individuato i confini, anche se i 120 anni al momento paiono un ostacolo quasi insormontabile. Ottimismo prima di tutto. I supercentenari compongono una curiosa geografia. In Sicilia ne risiedono tre più una quarta che, nata a Palermo, si è trasferita a Roma. La più anziana è Mariannina Genovese di Noto (Siracusa). Dietro di lei Diega Cammalleri di Canicattì (Agrigento): conosciuta come zia Dedè è un’ex maestra elementare che fino a non molto tempo fa abitava con la sorella Fifì, morta a 106 anni. Ma la concentrazione più sorprendente sta in provincia di Forlì: Guerina Amedei a Meldola, Anna Benericetti nel capoluogo e Renata Bianchi a Cesena. Ad accomunarle è l’anno di nascita: il 1906. In cima alla classifica della longevità spicca Maria Giuseppa Robucci di Apricena (Foggia), attualmente la persona più vecchia d’Europa. Nonna Peppa, com’è soprannominata, nell’estate 2017 subì un intervento chirurgico al seno brillantemente superato. Classe d’acciaio, penserete voi.

Torniamo a Marchionni sul Corriere della Sera: «C’è l’errata convinzione che una persona molto anziana non tragga benefici dalle terapie e quindi che non sia ‘conveniente’ curarla. Non è così, anzi: in caso di infarto negli ultraottantacinquenni mortalità e recidive calano del 70 per cento, se si seguono le cure. E lo stesso vale per tutte le patologie, dal diabete al colesterolo alto, dalla broncopneumopatia alla depressione». Ma come si raggiungono età del genere? Le ricerche indicano alcuni punti fermi: dieta mediterranea, attività fisica moderata ma costante, capacità di adattamento e ottimismo di fondo. Scrive nel suo libro A spasso con i centenari Daniela Mari, docente di geriatria all’Università di Milano: «Avere un’alta autostima e mantenere un’attitudine positiva sono tratti della personalità che possono senz’altro aiutarci a raggiungere un’età veneranda. Li ho trovati anche nella donna più anziana del mondo, che ho avuto la fortuna di conoscere e che ha partecipato per tre anni consecutivi al nostro studio sui centenari, Emma Morano. […] Nonostante una vita difficile, ha sempre mantenuto uno spirito vivace e durante l’ultima intervista insieme, in occasione del suo compleanno, ha per la prima volta rivelato di bere ogni sera un bicchierino di liquore fatto in casa. Quando lo ha detto, non è riuscita a trattenere una risatina divertita». Un laboratorio vivente. La decana dell’umanità è giapponese, si chiama Kane Tanaka e vive nei pressi di Fukuoka. Ha compiuto 116 anni il 2 gennaio e l’estate scorsa, come si legge sull’Asahi Shimbun (27 luglio), il quotidiano di Tokyo, ha dichiarato di voler campare 120 anni. Ogni regola però ha le sue eccezioni e quella di Morano fu eclatante. Residente a Verbania, sul Lago Maggiore, morì il 15 aprile 2017 all’età di 117 anni e 137 giorni e si posiziona fra il quinto e il settimo posto tra le persone più vecchie di ogni tempo (si veda il box). Divenne famosa perché fin da giovane, per curare un’anemia, decise di mangiare tre uova al giorno: abitudine che mantenne fino al termine della sua esistenza seguendo un regime povero di verdure e frutta, in contrasto con ogni canone dietetico.

Ma al di là delle curiosità e delle suggestioni si pone il tema della crescita esponenziale degli ultracentenari: nel 2050 si prevede che aumenteranno di otto volte raggiungendo i 3,7 milioni a livello mondiale dei quali «quasi la metà – precisa Mari – sarà concentrata in cinque Paesi: Giappone e Italia sono quelli che stanno invecchiando più rapidamente, insieme a Stati Uniti, Cina e India». Una porzione di umanità tutt’altro che trascurabile e un laboratorio vivente per comprendere i meccanismi dell’invecchiamento e constrastarne gli effetti più nefasti. Una sfida per la medicina del XXI secolo.

Stefano di Battista