L’antichissima antifona alla Madonna usata nei tempi della peste

Stella coeli extirpavit, quae lactavit Dominum,
mortis pestem quam plantavit primus parens hominum.
Ipsa stella nunc dignetur sidera compescere,
quorum bella plebem caedunt dirae mortis ulcere.
O piissima stella maris, a peste succurre nobis.
Audi nos Domina, nam Filius tuus nihil negans te honorat.
Salva nos Jesu, pro quibus Virgo mater te orat.

La stella celeste che ha allattato il Signore estirpò la mortale peste che il padre degli uomini portò nel mondo. La stessa stella si degni di placare il cielo che incollerito affligge il popolo con le crudeli piaghe mortali. Stella piissima del mare, soccorrici contro la peste. Ascoltaci: nulla infatti il Figlio tuo nega a coloro che onorano colei che ora ti supplica ancora.

Questa antichissima antifona alla Madonna veniva usata nei tempi della peste. Nel mese scorso è stato pubblicato su “Avvenire” un articolo che ricorda come Padre Ferraldeschi, un noto studioso di canto gregoriano, ne abbia “riscoperto” l’esecuzione gregoriana. Ciò che è particolarmente interessante è la storia di questa preghiera che appartiene alla tradizione “serafica” cioè dei frati francescani, E che man mano si è diffuso ovunque.

Per avere una prima testimonianza scritta, come scrive L’Avvenire, bisogna risalire a Padre Francesco Gonzaga, vissuto dal 1542 al 1620, ministro generale del frati Minori Osservanti che ne racconta una origine miracolosa.

Nell’anno 1371 nella città Portoghese di Coimbra si era diffusa la peste che mieteva ovunque vittime. Anche il Monastero delle clarisse di Santa Clara a Velha era piombato nell’angoscia: gli ammalati accorrevano ogni dove e le monache si trovavano ormai nell’angoscia. La badessa stava per compiere un gesto estremo, aprire le grate e sospendere la clausura, lasciando che le suore trovassero riparo altrove. A questo punto si presenta alla porta del monastero un mendicante lacero che somigliava molto alla figura di San Bartolomeo che era raffigurato nel convento. Costui consegnò un foglio su cui era scritto una preghiera “Stella coeli Estirpavi” e raccomandò di recitarla continuamente. Cosa che le monache fecero al mattino e la sera. Da quel momento la peste cessò Nel monastero e nei dintorni.

Il particolare interessante, oltre certamente alla devozione alla Vergine, è il parallelismo tra Maria e le stelle. Facendo risalire la traduzione a San Gerolamo, si riconduceva il nome Miriam a “stilla Maris” che nello stile degli amanuensi divenne Stella Maris. Fin qui nulla di particolare; ma in questo testo, la Madonna viene volutamente invocata come stella, in quanto nel medioevo si pensava che la peste fosse dovuta a particolari congiunzioni astronomiche. Tesi che era suffragata dalla Facoltà medica di Parigi che attribuiva la peste del XIV secolo alla congiunzione astrale dei pianeti freddi nella costellazione dell’Acquario.

Non so se quest’anno ci ritroviamo in una situazione simile.

Rimane comunque la bellezza teologica del testo: Maria è la donna promessa fin dalle origini per fermare la morte entrata nel mondo con il peccato di Adamo, è colei nel cui nome Cristo elargisce ogni grazie.

Il 1 maggio di quest’anno così doloroso, il mondo sarà affidato alla Madonna nella Preghiera che si svolgerà dal Santuario Di Santa Maria del fonte a Caravaggio (Bg).

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it