Rosa Parks: come le leggi non hanno fermato una donna dal fare la cosa giusta

Rosa Parks: come le leggi non hanno fermato una donna dal fare la cosa giusta. “Vorrei essere ricordata come una persona che voleva essere libera, perché anche altri potessero essere liberi” sono queste le parole dette da Rosa Parks, una donna afroamericana nata in Alabama, Stati Uniti, nel 1913.

È ricordata per non aver ceduto il suo posto sull’autobus ad una persona bianca ed essere finita in prigione: il suo fu uno dei primi gesti di ribellione contro l’ingiustizia e la segregazione razziale, che fu legalmente sconfitta con molti anni di lotte.

Dovremmo seguire tutti l’esempio di questa donna così forte per dire “NO” alla misoginia e alla discriminazione sessuale, che sono ancora molto presenti nella nostra società, ai fini di poterci sentire delle donne a nostro agio con noi stesse e con le nostre scelte, senza doverci sempre giustificare o dover tener conto a qualcuno per poter fare quello che riteniamo più giusto per noi stesse.

Per la maggior parte del secolo scorso le persone di colore negli Stati Uniti sono state fortemente discriminate, tanto da dover comprare in negozi diversi rispetto alle persone bianche, o pregare in chiese diverse, oppure sedersi in un settore riservato a loro negli autobus, e distanziato da quello per le persone “non nere“. All’età di quarantadue anni (1955) Rosa si trovava su un autobus pieno, così l’autista le chiese di alzarsi per lasciare il posto ad una persona bianca, lei rifiutò e per questo finì in prigione. Tutta la sua comunità attuò una protesta civile che diede inizio al “boicottaggio dei bus a Montgomery” in cui i mezzi pubblici rimasero fermi per mesi, 381 giorni dopo venne rimossa la legge che legalizzata la segregazione. Da quel giorno partirono numerose altre rivolte in tutto il paese.

Federica Bruno

Federica Bruno

Articolista & curatrice della rubrica Lady Karamella di Karamellenews.it