Rosanna Benzi: voglia di vivere e impegno sociale dal polmone d’acciaio

“Non sono una masochista o una pazza – diceva – sono convinta di avere vissuto vent’anni che valeva la pena di vivere e che probabilmente non sostituirei con altri… Certo, se domani potessi uscire di qua e andarmene per strada sarei felice, ma sai quanta gente di quella che va per strada vive meno di me la propria vita? Quanta gente la spreca, o la lascia passare distrattamente? Io ho imparato a non buttare via niente”. Nata a Morbello (Alessandria) nel 1948, a 14 anni Rosanna va a trovare un’amica allettata a causa della poliomielite, viene contagiata ed è costretta a vivere per tutta la vita in un polmone d’acciaio all’Ospedale San Martino di Genova.

Donna coraggio e di “acciaio” accettò così i suoi limiti assumendo la sua condizione e combatté a sostegno dei diritti dei disabili; Papa Giovanni XXIII, venuto a conoscenza della sua limitazione, le inviò una lettera per ringraziandola per la sua voglia di vivere. Nel 1976 Rosanna Benzi fondò e diresse una rivista “Gli Altri” sensibilizzando su temi dell’handicap e dell’emarginazione sociale; ricordiamo la campagna contro le “barriere architettoniche” e quella per l’abbattimento dell’IVA sulle sedie a rotelle e sui presidi ortopedici. Si interessò della sessualità dei disabili e dei malati psichiatrici nei manicomi. Scrisse tra gli altri Il vizio di vivere (Rusconi, 1984) e Girotondo in una stanza (Rusconi, 1987).

Con il suo gruppo aderì alla Lega Nazionale per il Diritto al Lavoro degli Handicappati, organizzazione che raccolse nel 1980 ben 100.000 firme da cui nacque, vent’anni dopo, la Legge 68/99.

Come lei diceva “le diversità rappresentano la voce più vicina a Dio”. Lei, donna in cui emerse voglia di vivere e di amare, di lottare per gli altri e dare voce agli emarginati e soprattutto di non sprecare la vita.

Alessandra Camia

Alessandra Camia

Articolista & Responsabile amministrativo di Karamellenews.it