Ross 128 B non sarà una Terra bis ma…

Alla distanza di 11 anni luce da casa nostra, attorno ad una debole stellina più piccola del Sole, orbita un interessante pianeta: Ross 128 B. La scoperta, fatta dall’Osservatorio Nazionale del Brasile ad opera di Diogo Souto, è dell’autunno scorso, ma i dati relativi alle caratteristiche del pianeta sono state pubblicate solo a luglio.

Ross 128, questo il nome dell’astro, appartiene alla categoria delle Nane Rosse, il tipo di stelle più diffuso (ben il 70% del totale) nella nostra galassia. Ross 128 b (b sta ad indicare il pianeta orbitante intorno alla stella indicata dalla sigla (nel caso fossero presenti più pianeti, si continuerebbe con le lettere dell’alfabeto successive c, d, etc), presenta caratteristiche interessanti perché si è rivelato roccioso e con una temperatura che lo pone nella così detta “fascia di abitabilità” dove l’acqua è stato liquido. Di sicuro c’è che Ross 128 b è il pianeta extrasolare più vicino, dopo Proxima Centauri b che orbita attorno alla stella a noi più prossima.

Lo studio di Ross 128 si basa sulla misurazione della luce (spettroscopia) proveniente dalla stella e che ci permette di scoprire la presenza di elementi quali carbonio, ossigeno, magnesio, alluminio, sodio, calcio, titanio e ferro, presenti anche nella composizione del pianeta. Per esempio, abbondanza di ferro e magnesio indica che il nucleo di Ross128 b è più grande di quello terrestre. Dalla percentuale degli elementi presenti e dallo studio di altri parametri, si deducono la massa del pianeta, il suo raggio ed infine la densità. Secondo Johanna Teske, astronoma del Carnegie Institute for Science, i pianeti extrasolari aventi un raggio maggiore di 1.7 quello terrestre, hanno forti probabilità di possedere anche un’atmosfera gassosa, come accade per Nettuno. Quelli aventi un valore minore di 1.7, sarebbero rocciosi e di tipo terrestre. Ross 128 b apparterrebbe a quest’ultima categoria. Statisticamente, si stima che attorno alle Nane Rosse orbiti almeno un pianeta, come già confermato non solo da Proxima b ma anche dai sette pianeti presenti attorno alla stella Trappist 1, astro non molto più grande di Giove.

Di sicuro, ogni notizia riguardante la scoperta di nuovi pianeti extrasolari, si accompagna sempre alla speranza di trovare indizi che portino alla presenza di forme di vita aliene. Staremo a vedere.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it