Saltellando sull’Asteroide

Sull’asteroide Ryugu, orbitante nella fascia tra Marte e Giove, da sabato 22 settembre, saltellano due piccoli rover. Detta così potrebbe essere l’inizio di una fiaba futuristica, invece è l’esordio di un momento storico per l’astronautica. Ma cominciamo dall’inizio.

L’agenzia spaziale giapponese (JAXA), nel 2014 lanciava nello spazio la sonda Hayabusa 2 (in giapponese “falco pellegrino”), diretta verso l’asteroide Ryugu, uno dei corpi celesti più antichi, distante 290 milioni di Km. Scopo della missione: riportare a terra campioni prelevati dalla superficie del piccolo corpo celeste (il suo diametro è di 400 m, il periodo di rotazione di 7.6h e una velocità di 32 Km/s), utili per meglio comprendere come si sia formato,4.6 miliardi di anni fa, il Sistema Solare. Il 26 giugno, Hayabusa si è posta in orbita attorno a Ryugu e dopo circa tre mesi ha inviato su questo una sonda – Minerva II 1 – contenente 2 piccoli rover denominati 1A e B che hanno subito iniziato a mandare foto sia della superficie dell’asteroide che delle manovre di discesa. Le foto sono reperibili in rete. L’eccezionalità della missione sta nel fatto che i due rover sono veramente minuscoli: 1.1Kg di peso, un diametro di 18 cm e un’altezza di 7 cm. Inoltre essi sono dotati solo di 7 fotocamere in tutto, un accelerometro, un rilevatore di temperatura ed un giroscopio.

A differenza dei Lander, che restano fissi alla superficie, i rover si spostano su di essa. Essendo la gravità di Ryugu bassissima, i rover non possono muoversi tramite ruote come avviene per i loro simili che stanno esplorando Marte, ma solo…saltellando come delle ranocchie. Un balzo dura circa 15 minuti e lo spostamento è dell’ordine di 15 metri. I due robotini sono i primi veicoli di esplorazione inviati su di un asteroide e rappresentano l’evoluzione di quelli che otto anni fa, a bordo di Hayabusa 1, prelevarono e portarono a Terra campioni dell’asteroide Itokawa. Ancora a bordo di Hayabusa 2, la sonda Minerva II 2 tra alcuni mesi traghetterà su Ryugu un altro rover mentre, a fine settembre è toccato a Mascot, un lander costruito da Francia e Germania, raggiungere la superficie dell’asteroide per studiarne il campo magnetico e la composizione chimica delle sue rocce. Un’altra sonda, la Osiris-Rex, della NASA, è in viaggio verso l’asteroide Bennu che raggiungerà a dicembre 2018.

Haybusa 2 resterà in compagnia di Ryugu per un anno e mezzo e si avvicinerà all’asteroide per prelevare campioni, dopo averne “trapanato” la superficie. Il ritorno sulla terra col prezioso carico è previsto per il 2020. I dati raccolti da Hayabusa, verranno analizzati anche da Ernesto Palomba, uno scienziato italiano dell’INAF.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it