San Benedetto Revelli e l’incredibile notte di fuoco dei Furgari

Questa settimana il viaggio alla scoperta di feste e tradizioni non ci porta tanto lontano dalla città da cui scrivo, che in questi giorni sta vivendo la “kermesse” del Festival. Restiamo nella Liguria Occidentale dove, forse a metà del IX secolo visse Benedetto Revelli. Anche il luogo della nascita è abbastanza incerto; Albenga, Taggia sulla fiumara Argentina o Tavole presso Prelá.

Fu Monaco benedettino e per un certo periodo visse con altri monaci in preghiera sull’isola Gallinara ma, come spesso accadeva, la sua fama di santità fu il motivo per cui andarono a prenderlo per nominarlo vescovo di Albenga. Morì durante un viaggio a Genova e il suo corpo fu portato ad Albenga via mare per essere seppellito nella Cattedrale. Le giovenche che tiravano il carro, giunte alla Chiesa benedettina Santa Maria de Fontibus, si fermarono e non vollero più proseguire. Il segno fu interpretato come volontà del Santo di essere lì seppellito. Era il 900. Nel 1406 il suo corpo fu trasferito in una cappella della stessa chiesa, in una tomba di marmo. La sua festa ricorre il 12 febbraio.

Per chi è di Taggia però San Benedetto è i “furgari”, una festa popolare che coinvolge tutta la città e viene preparata lungo il corso dell’anno tanto da far dire che Capodanno non è il 1 gennaio, ma il giorno dopo i fulgari e tutti gli altri giorni sono la preparazione ad esso. In che cosa consiste questa festa? Le vie di questo magnifico borgo medievale si illuminano con torce fatte di bambù ripiene di polvere nera che vengono sparati in aria o in terra a seconda della dimensione e che provocano lunghe faville luminose. Per questa occasione vengono preparati grossi falò con il legno di ulivo, che bruciano tutta la notte; sono accesi ad intervallo l’uno dall’altro in modo che chi partecipa può assistere all’accensione di tutti i falò situati nelle zone più significative. L’ultimo ad essere acceso è quello davanti al Convento dei domenicani. Intorno ai falò si accendono i furgari, si canta e si beve. Anche le cantine vengono aperte e viene offerto da bere a chi passa davanti. Un po’ pericoloso perché facendo il giro di tutte le cantine…è meglio trovare un luogo per dormire nelle immediate vicinanze.

Cosa c’entrano i fulgari con San Benedetto? Racconta la leggenda che nel 900, quando le scorrerie dei saraceni erano frequenti, il Vescovo Benedetto suggerì agli abitanti della città di accendere grandi fuochi e di girare per le vie con torce accese. Così facendo i pirati avrebbero creduto che la città fosse già stata saccheggiata da altri saraceni e sarebbe passati oltre. Così avvenne. Il Santo avrebbe poi protetto la sua città natale anche in un’altra occasione, nel 1625, quando, durante la Guerra dei Trent’anni, la Liguria di ponente era interessata dalla lotta tra il Ducato di Savoia e la Repubblica di Genova: i taggiaschi, per voto, avrebbero festeggiato in perpetuum la ricorrenza del santo e costruito un oratorio a lui dedicato se il paese fosse stato risparmiato. Come accadde.

Queste dunque le origini della festa che può essere capita solo partecipandovi perché l’atmosfera è talmente coinvolgente e particolare che non può essere descritta. Se andate a Taggia poi, prima della serata, non dimenticate di ammirare le opere d’arte racchiuse nel convento dei Domenicani e di percorrere le vie cittadine ammirando scorci medievali unici. E non tralasciate di assaggiare i “cenestreli” e i biscotti di Taggia.

Giovanna Turco

Video e foto di Regione Liguria

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it