Sanitariitaliani e Protezionecivile: ecco gli asteroidi dedicati agli eroi del Covid

Gli asteroidi 84119 e 95760 saranno ricordati anche come testimoni del nostro unanime ringraziamento.

In occasione dell’Asteroid day, che si celebra ogni anno il 30 giugno, due asteroidi recentemente scoperti dall’Osservatorio di Campo Imperatore, sono stati dedicati agli eroi che hanno combattuto contro la terribile pandemia di coronavirus. Su proposta di Maura Tombelli e Fabrizio Bernardi, rispettivamente fondatrice e responsabile scientifico del Gruppo Astrofili di Montelupo Fiorentino, col sostegno di ASI e INAF e riconoscimento dell’Unione Astronomica Internazionale (unico ente autorizzato a denominare nuovi corpi celesti), gli asteroridi 84119 e 95760, sono stati contrassegnati coi nomi Sanitariitaliani e Protezionecivile.

Una bella notizia perché gli asteroidi, spesso identificati come portatori di catastrofi, ora saranno ricordati anche come testimoni del nostro unanime ringraziamento a quegli eroi che, col loro instancabile impegno, si sono prodigati per combattere il terribile virus.  L’Asteroid Day, è stato istituito nel 2015 dal noto chitarrista dei Queen e valente astrofisico Brian May, dall’astronaauta dell’Apollo 9 Rusty Schweckart, da Danica Remy, imprenditrice di silicon Walley, da Kip Thorne e altri scienziati. Riconosciuta dall’ONU nel 2016 come importante momento di consapevolezza e conoscenza sulla natura di questi corpi celesti minori, la ricorrenza cade nel giorno nel quale ricordiamo l’Evento di Tunguska del 30 giugno 1908, quando un asteroide di 30-40 m di diametro esplose nei cieli siberiani causando l’abbattimento di decine di milioni di alberi su una superficie di 2150 Km quadrati. Il bagliore dell’esplosione venne osservato fino a 1.000 Km di distanza. Fortunatamente l’area era pressoché deserta. Nel febbraio 2013, sopra la città russa di Celjabinsk, un asteroide di circa 15 m di diametro esplose causando ingenti danni soprattutto alle finestre delle abitazioni. Fortunatamente vi furono solo feriti lievi.

Eventi come quello di Tunguska accadono in media ogni 100-200 anni, ma ogni giorno lo spazio ci regala 40 tonnellate di materiale per lo più costituito da polvere e sabbia. Si sa che gli impatti si sono sempre verificati con frequenza inversamente proporzionale alla grandezza dell’asteroide (per fortuna).

Oggi esistono centri di monitoraggio come quello di Frascati, dove ha sede il NEO (Near Earth Objects) Coordinational Center europeo, che controlla i sassoni cosmici orbitanti in prossimità della Terra. Nel 2021, in Sicilia, sarà operativo il telescopio Flyeye dell’ESA che avrà un campo di vista pari a 16 telescopi simili. “Il lavoro dell’ESA e della comunità internazionale di difesa planetaria è un grande esempio di come affrontare questo importante rischio. Un impatto da asteroide è l’unico disastro naturale che potremmo evitare, se ci accorgiamo in tempo del suo arrivo”, afferma Jan Wörner, Direttore Generale dell’ESA. Esistono infatti molti programmi, come AIDA di NASA ed ESA diretto verso Didymos, che propongono tecniche per deflettere asteroidi pericolosi. O progetti che prevedono il loro sfruttamento come miniere orbitanti. Altri invece, come il progetto Prisma operante in Italia, Francia e Svizzera, che sorvegliano tutto il cielo h/24 in modalità automatica rilevando il passaggio delle meteore che sfrecciano a velocità di decine di Km/s. Negli ultimi anni, grazie al miglioramento dei sistemi di osservazione, sono stati individuati pressoché tutti gli asteroidi con orbite che si avvicinano alla Terra.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it