Santuario della Madonna della Costa, tra giogo feudale e fatti prodigiosi

Durante il mese di Agosto, le feste e le sagre si moltiplicano. Ogni luogo di villeggiatura propone momenti di svago e di incontro, legato al Santo Patrono o alla Madonna. Abbiamo San Lorenzo, San Bartolomeo, la Madonna dell’Assunta, tanto per ricordare i più importanti.

Per la città di Sanremo, per quanto il Patrono si celebri il 13 Ottobre, la festa che era più sentita dai sanremaschi, era quella dell’Assunta, a cui è dedicato il Santuario della Madonna della Costa e che si celebra il 15 di Agosto.

La Chiesa sorge su un colle da cui si gode uno splendido panorama della città e a cui si giunge o per mezzo della carrozzabile che conduce alla frazione di San Bartolomeo e a San Romolo, oppure, attraverso la mulattiera che si inerpica tra i carruggi della Pigna, la città vecchia. Questo luogo era sacro fin dal Medioevo, quando fu scelto come termine della processione delle catene che celebrava la liberazione del giogo feudale nel 1361.

Numerose leggende e storie narrano dei fatti prodigiosi che hanno accompagnato la costruzione della Chiesa. Di questo ne tratteremo la prossima volta. Per oggi vi ricordo che è già iniziata la Novena che si celebra fin dalle 6 del mattino con la prima messa e che si conclude con la Messa Solenne del 15 Agosto.

Nel passato questo era un appuntamento a cui nessun abitante della città poteva mancare: i miei ricordi sono pieni dei colori delle bancherelle che circondavano la Chiesa dove si trovavano leccornie di ogni genere. Nel mio immaginario infantile è rimasto un ricordo che oggi non sono più riuscita a trovare: la collana di nocciole. Le ricordo ancora come un gioiello che mi era concesso in quel giorno e che mi riempiva di felicità.

Oggi questo aspetto più folcloristico è scomparso, insieme a tante altre usanze che la città ha perso in fretta e che non si possono più recuperare anche perché i suoi abitanti provengono da tante parti dell’ Italia e del mondo.

Mi servo di nuovo del sito Ufficiale della cultura ligure per la descrizione della Chiesa

L’interno vasto e maestoso ad unica aula presenta cappelle trasversali a tutta altezza con pareti curvilinee di spiccata sensibilita tardobarocca. Lo spazio è definito da una grande cupola su alto tamburo con ampie finestre, da cui si irradia una copiosa luce idonea a sottolineare i notevoli affreschi presbiteriali (1727) del bolognese Giacomo Antonio Boni(1688-1766). Ma l’attenzione si concentra tutta sul prezioso dipinto della Madonna col Bambino posto sull’altare maggiore, databile intorno al 1380, forse derivato dai modelli di Barnaba da Modena. La facciata, preceduta da un artistico sagrato in ciottoli bianchi e neri, è rettilinea e si articola su due ordini di lesene conclusi da un frontone curvilineo con due piccoli campanili ai lati.

Il mio invito è a salire lassù per rendere omaggio alla Madonna e per godere del panorama e della tranquillità.

Giovanna Turco

Foto: Davide Papalini wikimedia

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it