“Se i pesci guardassero le stelle” di Luca Ammirati: la recensione del libro

Luca Ammirati ci delizia con un romanzo riflessivo e garbato, di quelli da assaporare lentamente, per coglierne ogni puntuale e acuto spunto di positiva meditazione. Un romanzo che ci piace definire coraggioso, in controtendenza rispetto all’abitudine ad una società spesso sguaiata, superficiale ed indifferente.

Un testo godibile e scorrevole, ideale per una lettura d’evasione, ma strutturato con attenzione e notevole sensibilità.

In un periodo storico in cui si ambisce ad una perfezione virtuale, gustiamo ogni pagina del libro in cui il protagonista Samuele, giovane piuttosto introverso ed impacciato, si svela al lettore in tutta la sua fragilità, la stessa che tanto spaventa, ma che, in realtà, identifica l’uomo nella propria sostanza.

Samuele ci induce spontaneamente ad una sana e pacata accettazione dei momenti di sconforto, di frustrazione, di delusione, lasciando tuttavia alimentata una caparbia speranza e dimostrandoci l’energia della sofferenza. La forza di un apparente fallimento che diventa opportunità per realizzare una personale e profonda passione.

Insicuro, ma concreto ed ostinato, Samuele non ammette la rinuncia. Nemmeno quella al sogno di un amore romantico e inesauribile.

Il casuale e fugace incontro con la coetanea Emma e la sua successiva forsennata ricerca rappresentano un ordinario pretesto per un’analisi introspettiva e collettiva ben più articolata: sul problema del precariato, sulla fretta che svilisce il nostro presente, sugli obiettivi condizionati e talora dettati da mera ambizione, sul tempo.

Un tempo in cui si può scegliere di scrutare il cielo e avvertirne la vastità; un tempo per interrogarsi, uno per consolarsi e confrontarsi, in un’amicizia rara, conversata e non tecnologica, che armonizza i diversi pensieri di poche solitudini fra confidenze e sorrisi.

Instabili fra realtà e fantasia, fra ragione e sentimento, aspiriamo ad un equilibrio che, forse, non ci appartiene, nell’ “adorabile disordine della vita”, nell’incanto di un tramonto o in un soffio di vento. E così l’autore ci rammenta e trasmette il senso della meraviglia, ci regala un’educazione ed una gentilezza da più parti smarrite.

Con una lodevole accuratezza di riferimenti storici ed astronomici e cenni architettonici e culinari, Ammirati riesce a valorizzare egregiamente un amabile scorcio del Ponente Ligure con i suoi abitanti, che aprono la loro porta ed il loro cuore con estrema generosità.

Impareggiabili i dialoghi con Leo, frutto di un guizzo d’ingegno, un espediente giocoso che bilancia l’autentica carica emotiva e la scrupolosa indagine interiore nella confusa ricerca di sé.

E in un finale non scontato ci riappropriamo del significato originale della condivisione, quella genuina e non digitale: l’altruismo elevato. “…se guardi il cielo con l’anima invece che con gli occhi, puoi percepire che noi siamo l’universo e che l’universo è dentro di noi…”.

Lucia Terramoccia

 

 

Lucia Terramoccia

Articolista & curatrice delle rubriche: "Karamelle al Cinema" e "E...state in Buona Lettura" di Karamellenews.it