“Senza confini, Senza paura”: formare cittadini migliori e scoprire il mondo bello

Mondovì (CN).Senza confini, senza paura” è uno dei sei progetti premiati all’auditorium Santa Cecilia di Roma per il concorso “Atlante 2018 Italian Teacher Award”. Il progetto è risultato vincitore tra gli  oltre 700 che sono stati inviati dai maestri e dai professori di tutta Italia. Per una scuola, il premio non è il tutto, ma può essere l’occasione per dare visibilità al prezioso lavoro che quotidianamente viene svolto dagli insegnanti per rendere i bambini ed i ragazzi parte attiva di un processo di crescita che guarda alla globalità della persona.

Senza confini, Senza paura” – come spiega in esclusiva a Karamellenews il Responsabile del Centro di Formazione Professionale Cemon, sede di Mondovi, Giulio Tiraboschi, – nasce da un’idea di fondo, quella di formare i ragazzi, i cittadini oltre che sul piano professionale anche sul piano umano. “Siamo molto ambiziosi: oltre che formare i ragazzi nei laboratori di meccanica, acconciatura e cucina vogliamo dare ai nostri allievi delle opportunità per crescere. Sono un po’ di anni che cerchiamo di mettere a fuoco un aspetto e farlo diventare l’evento dell’anno.  Il primo grande viaggio (mi piace tanto l’espressione “viaggio” perché questo termine indica che ognuno è chiamato a mettere in movimento gambe, cuore e testa alla scoperta di un qualcosa che arricchisce) è stato ad Auschwitz per cercare di comprendere l’olocausto. Nell’anno formativo scorso (2017/2018), con le classi I Ristorazione e II Acconciatura – continua il responsabile della sede di Mondovì abbiamo provato a riflettere, aiutati da persone esperte, sul fenomeno delle migrazioni. Abbiamo incontrato degli immigrati a cui i nostri ragazzi hanno lavato e tagliato i capelli, curiosa esperienza anche per questi signori bengalesi:  era la prima volta che andavano da una pettinatrice. Poi in cucina hanno preparato pranzo insieme al corso di Ristorazione e mangiato tutti insieme. Abbiamo invitato un regista che ci ha insegnato come fare video e foto per creare il docufilm, abbiamo riflettuto sui termini legati al nostro tema: profugo, immigrato, C.A.R.A., C.A.S., agenda venti venti; abbiamo fatto un gioco di ruolo, abbiamo visitato la Caritas diocesana nella parte che si occupa di immigrati, così come un’associazione che lavora per l’incontro di culture diverse. Tutto ciò non bastava: volevamo andare in Sicilia per toccare con mano il problema”.

E poi sono partiti, preparati per affrontare un grande “viaggio” con tanti punti interrogativi. Il viaggio li ha portati a prendere l’aereo per Catania (per alcuni di loro era la prima volta…) ad incontrare la Guardia costiera di Pozzallo, a restare allibiti davanti al cimitero delle carrette del mare con le “barchine” che non sai nemmeno come facciano a stare a galla con tutta la gente sopra. E poi a Modica, dove due sacerdoti e due suore organizzano pomeriggi di oratorio: lì hanno ascoltato le testimonianze dei ragazzi immigrati, i racconti del lungo viaggio nel deserto, le torture in Libia. Poi la partita di calcio, dove i due mondi si sono incontrati, sfidati, dove un pallone ha messo tutti d’accordo, vinti e vincitori: a seguire, la merenda insieme e ancora musica e ballo. “Il giorno successivo è stato dedicato alla visita del Cara di Mineo dove ci è stata spiegata l’attività del centro e dove si è svolta una coinvolgente attività con un gruppo di migranti. Per finire Scicli con l’incontro con la Ong ME.DU che lavora al Cara di Mineo. Bellissima esperienza a detta di tutti i ragazzi partecipanti anche quelli a cui piace fare un po’ “casino”.

Il prossimo progetto?Un viaggio nel viaggio alla ricerca del bello”: portare i ragazzi a vedere l’oceano. In fondo, l’oceano nei secoli passati è stato un punto di partenza verso l’ignoto. Vorremmo far fare una profonda riflessione sul senso della vita attraverso l’immagine del prendere il largo: finita la scuola, i nostri ragazzi dovranno iniziare a fare le loro scelte importanti, trovare un lavoro, formare una famiglia. Come sempre il viaggio andrà preparato: sono in programma un libro, un film, canzoni e poesia. Il sogno è quello di fare un’operazione di crowdfounding cercando fondi su internet: non vorremmo escludere nessuno dal viaggio. Il risultato sarà poi un contest con foto e giuria per vedere il bello e scoprire il bello, perché il bello, troppe volte, non fa notizia” conclude Tiraboschi.

Alessandra Camia

Alessandra Camia

Articolista & Responsabile amministrativo di Karamellenews.it