Senza illusioni niente è

Immaginare di essere amato è molto più bello e produttivo che immaginare che l’altra persona sia invidiosa o arrabbiata con te.

Fino ai 35 anni ho vissuto come se venissi costantemente osservata da qualcuno di mia scelta, cioè facevo finta di esserlo. Oggi, a 40 anni, questo fenomeno è scomparso. Ora so che nessuno mi guarda, tranne forse Dio, ma questo è un atteggiamento molto ingenuo. Questa sensazione di essere guardata era molto importante per me, perché cercavo un “tu” che, anche se presente solo nella mia immaginazione, era comunque presente così da impedirmi di vivere in modo egocentrico e di pensare solo a me stessa. Forse ero ancora più egocentrica di molti altri che non conoscono questo fenomeno, in ogni caso, non mi sono mai lasciata andare e non mi sono mai disperata, proprio perché non ero mai sola.

Questo “tu” mi guardava perché mi amava, questo “tu” mi ha trasmesso dignità, fiducia e valori. A questo proposito mi viene in mente Martin Buber, anche lui considerava questo fenomeno come molto importante. Nella sua opera “Io e Tu” descrive cosa significa proiettare tutto su un “tu”. Il problema è che così si perde la propria personalità, vale a dire che la propria persona si confonde con l’altro, non essendo più limitata in sé stessa. Empatizzavo fortemente con l’altra persona. Ma io non sono l’altro, eppure mi sento più forte quando immagino di vivere perché l’altro mi ama e mi apprezza.

La comunicazione può svolgersi tra le persone anche senza parole. La mia immaginazione, le mie illusioni hanno reso la mia vita più degna di essere vissuta, più bella. “These precious illusions“, come canta Alanis Morissette, che ognuno di noi ha, dato che senza illusioni non si è capaci di fare niente, senza illusione, nessuna azione, come disse già Nietzsche.

Immaginare di essere amato è molto più bello e produttivo che immaginare che l’altra persona sia invidiosa o arrabbiata con te.

Sarah Krampl

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