Skao, il radiotelescopio del futuro

Agli inizi del ‘900 Nikola Tesla (1856-1943), scienziato e inventore, registrò per la prima volta onde radio provenienti da stelle giganti rosse.

Il genio, che anticipò con le sue intuizioni il futuro, pensò si trattasse di segnali radio provenienti da civiltà aliene. Si dovranno attendere gli anni ’30 per vedere nascere la radioastronomia e scoprire con essa le Pulsar, i Quasar, le Galassie attive le molecole prebiotiche nelle nubi molecolari e molto altro ancora.

Immaginate un radiotelescopio con una superficie di 1 milione di m2, o se preferite, di un Km2 di area di raccolta, composto da migliaia di antenne raggruppate in due aree distanti tra loro migliaia di Km: ecco a voi SKAO (Square kilometer Array Observatory), il più grande e avanzato radiotelescopio al mondo in grado di captare segnali debolissimi provenienti dalle zone più lontane nel cosmo.

Il progetto SKAO è stato ufficialmente inaugurato il 4 febbraio 2021 e costituirà la seconda organizzazione intergovernativa al mondo dedicata all’Astronomia dopo l’Osservatorio Australe Europeo (ESO) situato in Cile e sarà costituito da un migliaio di parabole più un milione di antenne radio a bassa frequenza puntate verso il cielo. Il progetto del radiotelescopio ha impegnato per 10 anni 500 ingegneri, 1.000 scienziati e decine di politici di più di 20 paesi. Questo dopo 30 anni dedicati alla ricerca. Ora si dovranno attendere almeno 8 anni perché il complesso SKAO venga ultimato.

Nato da un trattato internazionale stipulato a Roma nel Marzo del 2019 da sei paesi (Olanda, Portogallo, Sud Africa, Austria, Gran Bretagna e Italia che ne è la guida), SKAO vedrà ora la partecipazione anche di Francia, Germania, Spagna, Svezia, Canada, Cina, Svizzera e India. La sede del progetto, a Jodrell Bank (GB), dovrà gestire due osservatori, uno a Karoo, in Sud Africa che ospiterà 197 parabole di 15 metri di diametro, 64 delle quali già installate, che verrà diretto dal South African Radioastronomy Observatory. Presso il Murchison Radioastronomy Observatory del Commonwealth Scientific And Industrial Research Organization, sorgerà invece il complesso australiano che vedrà l’installazione di 131.072 antenne di 2 metri di altezza.

Marco Tavani, presidente INAF ha dichiarato: “Siamo orgogliosi che l’Italia sia tra i Paesi fondatori dell’Osservatorio, segno del grande interesse della comunità italiana per la scienza e la tecnologia legate a Ska”. Il Super Radiotelescopio dovrà svelarci i misteri riguardanti le prime stelle e galassie nate dopo il Big Bang, la formazione dei pianeti extrasolari, mappare il magnetismo interstellare e intergalattico, le onde gravitazionali e l’individuazione di materiale prebiotico. “La data di oggi segna la nascita di un nuovo Osservatorio, ha rivelato Philip Diamond, primo direttore generale dello Skao. “E non un osservatorio qualsiasi: questa è una delle mega-strutture scientifiche del 21° secolo… si tratta di partecipare a una delle grandi avventure scientifiche dei prossimi decenni”. Una ricerca tutta da seguire.

Miro Bertinotti

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Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it