Solar Orbiter ci svelerà i segreti del Sole

Solar Orbiter, la sonda europea costata 1.5 miliardi di euro, ha terminato i test presso il Centro IABG di Monaco. Ora partirà, destinazione Cape Canaveral, dove nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 2020 verrà portata nello spazio da un razzo Atlas V. Costruita dalla britannica Airbus Defence and Space di Stevenage, dopo un viaggio di 3.5 anni, Solar Orbiter giungerà ad una distanza di 43 milioni di chilometri dal Sole (più vicino di Mercurio) dopo essersi fatta aiutare con spinte gravitazionali sia dalla Terra che da Venere. Da qui percorrerà un’orbita molto ellittica attorno alla nostra stella.

Il lancio costerà 173 milioni di dollari pagati interamente dalla Nasa nell’ambito della collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il progetto vede coinvolti alcuni enti europei quali l’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca, il Max Planck di Gottingen (Germania) e numerose istituzioni italiane: Thales Alenia Space, OHB e un consorzio delle Università di Firenze, Torino, Milano, Padova, Napoli e Catania. Dei 10 strumenti a bordo di Solar Orbiter, il più importante è il Coronografo METIS. “Il coronografo Metis è un telescopio che crea un’eclisse artificiale, permettendo l’osservazione dell’emissione della corona solare che è milioni di volte meno intensa di quella del disco solare – ha rivelato Marco Romoli, ricercatore UNIFI di Astrofisica. Grazie ad un innovativo ed ingegnoso disegno ottico, Metis è il primo coronografo progettato per ottenere immagini della corona solare in luce visibile e ultravioletta. Le sue osservazioni saranno cruciali per arrivare finalmente a capire i meccanismi di innesco e accelerazione delle eruzioni solari, che causano violente perturbazioni nell’eliosfera, disturbando la magnetosfera terrestre fino a provocare le tempeste geomagnetiche. La sonda sarà protetta da uno scudo termico che le permetterà di sopportare temperature di 600 °C.

Lo scopo della missione sarà quello di ottenere immagini mai realizzate prima, questo anche grazie all’orbita che passerà per i poli del Sole, e trovare cosa acceleri le particelle elettricamente cariche componenti il vento solare a velocità prossime a quelle della luce mediante l’emissione di plasma. Anche l’influenza del campo magnetico solare, il ciclo undecennale delle macchie e l’insorgenza dei flare saranno oggetto di studio da parte della sonda. Le bolle di plasma generate dal vento solare avvolgono tutti i corpi del sistema solare, Terra compresa, generando quella zona nota come Eliosfera. Quando questi fenomeni si manifestano con episodi estremi, possono causare gravi danni ai sistemi satellitari e black out elettrici sulla Terra.

Per il loro studio è nato lo Space Weather, che dovrà cercare di prevedere le conseguenze di tali fenomeni. Solar Orbiter opererà in sinergia con la Parker Solar Orbiter della Nasa che però sarà più vicina al Sole. Gunter Hasinger, direttore del programma scientifico dell’ESA, in vista dell’uscita della Gran Bretagna dalla UE, ha dichiarato che Solar Orbiter avrebbe dovuto lasciare il territorio inglese prima di Brexit. Tuttavia, qualsiasi decisione il governo prenderà, la Gran Bretagna resterà paese membro dell’ESA. Dimostrando ancora una volta che la scienza è più responsabile della politica.

Miro Bertinotti

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Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it