Sole: inizia un nuovo ciclo?

La sonda SDO (Solar Dinamics Observatory) della NASA, ha osservato due nuove macchie solari, una per emisfero, che erano già presenti nel 2018. Fin qui, nulla di speciale, se non fosse che il fenomeno si manifesta dopo un’assenza di 271 giorni, 34 dei quali consecutivi, di macchie per il 2019 (268 giorni nel 2018). Potrebbe essere l’inizio di un nuovo ciclo solare (la durata del quale è di circa 11-12 anni)?

Sarebbe l’inizio del ciclo 25, visto che il computo è iniziato nel 1755. Troppo presto per dirlo, anche se alcuni segnali lo farebbero pensare. Ilaria Ermolli, dell’Osservatorio di Roma (Inaf), ci rivela che “le polarità magnetiche delle macchie solari si invertono da un ciclo solare all’altro, anche a parità di emisfero. (Legge di Hale). Le previsioni, formulate in base agli indizi raccolti fino a questo momento, fanno pensare a un nuovo ciclo che sarà probabilmente simile a quello che si sta concludendo, quindi non tra i più scoppiettanti, ma comunque con un certo livello di attività”.

Tuttavia, è necessario osservare la presenza di più macchie per fare previsioni più precise. Dovrebbe quindi trattarsi di una normale fase di transizione. Una situazione così non si verificava dal 1913 (record di 311 giorni di assenza di macchie). Il ciclo più intenso degli ultimi 2 secoli, si verificò nel 1958. Alcuni studiosi, pensano invece che il Sole stia andando verso un periodo di minimo, come si verificò tra il 1645 e il 1715, conosciuto come Minimo di Maunder. “Pur in presenza di alcuni segnali, però è ancora presto per dire che il Sole si stia avviando verso un lungo periodo di minimo, come ipotizzato da alcuni esperti”, rivela Mauro Massirotti oss inaf Trieste. E. Walter Maunder, astronomo del Royal Observatory di Greenwich, in un saggio del 1893, riproposto ne 1922, rivelò che tra il 600 e 700, le macchie solari furono in numero minore di quelle presenti in un ciclo undecennale medio, con un’assenza di circa 70 anni. (L’attività solare riprese tra il 1700 e il 1712).  Inoltre, in Nord Europa e in America, si verificò una vera e propria piccola era glaciale.

Ma, all’epoca, questo saggio venne snobbato dal mondo scientifico. In seguito, i due fenomeni furono messi in relazione tra loro. Interessanti sono le testimonianze, attraverso immagini dell’epoca, che ritraggono, ad esempio, la laguna di Venezia completamente ghiacciata (vedi il dipinto di Gabriele Bella del 1683-84) o quelli riguardanti le fiere che si svolgevano a Londra su un Tamigi gelato. A riabilitare Maunder, ci penserà lo scienziato americano John A. Eddy. Il vento solare, composto da particelle atomiche, quando giungono a contatto con l’alta atmosfera terrestre, interagiscono con essa provocando, oltre alle splendide aurore polari, anche preoccupanti tempeste geomagnetiche, black out elettrici, disturbi alle telecomunicazioni satellitari, influenzando anche il clima del pianeta (Space Weather). Infine, cito uno studio dell’ente americano NOAA, che si occupa di monitorare l’atmosfera e gli oceani, che indica un picco di minimo Solare per aprile 2020 e uno di massima attività per il 2025. Staremo a vedere.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it