Sole + rocce = acqua

Detta così crea sconcerto. Tuttavia l’acqua sul nostro satellite naturale sembra si sia formata proprio grazie all’interazione tra vento solare e rocce lunari. All’inizio di marzo, ricercatori della NASA, attraverso simulazioni al computer, avrebbero trovato evidenze di ciò.

La notizia è apparsa sul Journal of Geophisical Research: Planets. In pratica la simulazione avrebbe indicato che i protoni, particelle con carica positiva presenti nel vento solare, colpendo la superficie lunare alla velocità di 450 Km/h, interagirebbero con gli elettroni contenuti nella regolite (la polvere lunare), formando atomi di Idrogeno. Inoltre, le particelle provenienti dal Sole romperebbero i legami degli elementi che contengono Ossigeno quali la Silice (SiO2) e il Ferro permettendo all’Ossigeno di legarsi all’Idrogeno per formale il gruppo ossidrile OH, che sta alla base della molecola dell’acqua.

In realtà come si formino questi composti non è ancora del tutto chiarito. Si era anche pensato che le reazioni chimiche sulla superficie della Luna venissero innescate dai numerosi impatti meteorici, tuttavia il responsabile del fenomeno pare sia proprio il vento solare. William M. Farrell, fisico del plasma presso il Goddard Space Flight Center della NASA, afferma che “Ogni roccia ha in sé il potenziale per produrre acqua, in particolar modo dopo essere stata irradiata dal vento solare.  La simulazione al Computer è stata invece guidata da Orienthal James Tucker, anch’egli fisico al Goddard. Il risultato della ricerca è fondamentale sia per conoscere quanta acqua è disponibile sulla Luna in vista delle future missioni Nasa che prevedono l’invio di astronauti e la realizzazione di una colonia permanente sul nostro satellite (ricorda Tucker), sia per individuare il sito dove può essere prelevata l’acqua ed altre risorse, compresa la sottilissima atmosfera.

Ancora, gli studi hanno confermato che nelle zone più calde, come all’equatore lunare, la presenza di idrogeno risulta minore che ai poli, perché gli atomi vengono maggiormente energizzati dal vento solare ed espulsi nell’atmosfera lunare (esosfera). Al contrario ai poli, dove la presenza di atomi di Idrogeno è maggiore perché la radiazione solare è minore. La presenza di acqua, ossigeno e gruppo ossidrile sulla Luna era già stata individuata da almeno tre sonde che operano nella banda infrarossa. La prima fu la Deep Impact della Nasa mentre si dirigeva verso il suo appuntamento con la cometa 103P Hartley. Fu poi la volta della Sonda Cassini, sempre della Nasa, mentre si preparava a visitare Saturno. Infine, l’indiana Chandrayaan che dieci anni fa orbitò attorno al nostro satellite naturale.

E altrove? La caccia all’acqua è aperta, vedremo, anche in considerazione del fatto che il vento solare attraversa tutto il sistema solare raggiungendo la superficie di pianeti e lune, a patto però che essi non posseggano una atmosfera o un campo magnetico che ostacolerebbero la radiazione proveniente dalla nostra stella.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it