Sotto la protezione dell’Acqua di San Giovanni

All’alba della festa del Santo ci si lava il viso con quest’acqua.

Questa settimana sospendiamo l’elenco dei giochi “di una volta”, per dedicarci a considerare un’usanza che nei tempi passati si era soliti ripetere nella notte che precede la festa di San Giovanni. Come già raccontato altre volte, nelle giornate che seguono il solstizio di estate si celebravano riti di propiziazione per il raccolto, per la fertilità e il benessere di uomini e natura. Ogni cultura aveva le sue usanze che hanno tramandato l’unione tra il magico e il divino, fino a giungere ai nostri tempi in cui rappresentano solo più folclore o poco più.

La notte che precede la Solennità di San Giovanni é una notte magica. Si accendono falò, si raccolgono le noci per fare il nocino; le streghe, guidate da Erodiade ed Erode (coloro che furono causa della morte di San Giovanni), si recano al grande Sabba, il loro raduno, si prepara l’acqua di San Giovanni.

Secondo la tradizione, solo una donna esperta poteva preparare il nocino: doveva salire sull’albero delle noci nella notte della vigilia e raccoglierle a mani nude, senza usare alcun strumento. Il liquore prodotto con il mallo di noci, rigorosamente in numero dispera, portava benessere, Salute e ricchezza (io aggiungo che è talmente buono che non può che rendere felici!).

L’acqua di San Giovanni, invece, non avrà il sapore del nocino, ma le stesse proprietà benefiche. Si prepara nella notte che precede la festa raccogliendo i petali di ogni fiore che sboccia in questa stagione: non possono mancare le foglie di noce e l’iberico, chiamata appunto erba di San Giovanni, quell’erba che se strofinata produce un liquido rosso, il sangue del Santo. Poi si raccolgono i fiori di lavanda, papaveri, i petali di rosa canina, tarassaco, camomilla e ogni altro fiore che sboccia in questo periodo. Si mette tutto in una bacinella d’acqua di metallo smaltato o di vetro (assolutamente non di plastica) e si pone nel giardino, nel campo o sul davanzale, dove possa prendere la rugiada della notte.

All’alba della festa del Santo ci si lava il viso con quest’acqua, senza dimenticare una preghiera; il raccolto, la salute di uomini e animali saranno sicuramente al sicuro sotto la protezione di San Giovanni Battista (o degli dei delle civiltà antiche).

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it