Stelle da Formula Uno

Studiarle servirà anche a migliorare la conoscenza dei Buchi Neri.

Sono dette stelleS”, da Squeezar (in inglese strizzare), orbitano intorno al Buco Nero, di massa 4 milioni di volte quella solare, ospitato al centro della Via Lattea (denominato SGR A*si legge Sagittarius A stella. Il riferimento al Sagittario è dovuto al fatto che il centro della Via Lattea reperisce all’interno di questa costellazione). Incredibile la loro velocità che può raggiungere i 24.000 Km/s, 86 milioni di Km/h.

S 4714, stella blu con età di 150 milioni di anni, pare abbia vinto il GP galattico svoltosi sul circuito orbitale intorno a SGRA*. Velocità 24.000 Km/s; tempo impiegato a percorrere l’orbita, fortemente allungata, 12 anni. Altro record per S4714: E’ la stella che si avvicina di più al Buco Nero 1.9 miliardi di Km al “Periapside” (punto orbitale più vicino   a SGRA*).  Il punto più lontano, ”Apoapside”, è a 250 miliardi di Km. L’esistenza di questi astri era già stata ipotizzata nel 2003, oggi, grazie al lavoro dell’Università tedesca di Colonia, è arrivata la conferma della loro esistenza.

La notizia è stata pubblicata da “The astrophysical Journal” e riporta lo studio di Florian Peißker e collaboratori che ipotizza la scoperta del primo candidato a Squeezar: S4714. Questi corpi sono “strizzati” dall’enorme gravita esercitata dal Buco Nero. Anche se deboli, a volte essi appaiono luminosi. La loro temperatura, causata dalle forze mareali, può raggiungere valori elevatissimi (per S4714, 10.000 K, contro i 5778 del nostro Sole). Tuttavia sono state individuate altre stelle molto veloci vicino a SGRA*.  Come S2, una gigante blu con periodo orbitale di 16 anni. Poi S62, con periodo di 10 anni e una massa pari a 2 volte quella del Sole. S62, fino al 10 agosto 2020, deteneva il record del circuito: 21.000 Km/s, arrivando a 2.4 miliardi di Km da SGRA*. Altre stelle sono: S4712, S4715 e S4714.

Studiare questi astri sarà importante per comprendere meglio gli elusivi Buchi Neri e dare risposte anche di tipo relativistico. L’orbita di queste stelle infatti, si comporta come quella del Pianeta Mercurio che, essendo molto vicino al Sole, presenta anomalie orbitali (anomalia della precessione del perielio) dovute alla presenza di una grande massa. Tra l’altro, lo studio di questo effetto, ha contribuito alla conferma della Relatività Generale di Einstein.  Anche le stelle “S” anticipano il loro periastro ad ogni orbita. Le osservazioni di questi astri si sono svolte tra il 2004 e il 2016, utilizzando gli spettrometri nell’infrarosso del Very Large Telescope in Cile. La difficoltà nell’osservare le Squeezar è legata alla loro enorme velocità dovuta alla presenza del Buco Nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Ma la sfida è solo all’inizio, come rivela Peißker: “Troveremo sicuramente altre stelle superveloci. In particolare con l’Extremely Large Telescope (Elt), attualmente in costruzione nel deserto di Atacama, a 3mila metri di altitudine, con la partecipazione dell’Università di Colonia”. L’appuntamento è per il prossimo Gran Premio Galattico.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it