Su Urano c’è puzza di uova marce

Negli strati più esterni dell’atmosfera di Urano, settimo pianeta per distanza dal Sole, è stata individuata la presenza di acido solfidrico (H2S). Questo gas incolore è noto per il suo sgradevolissimo odore di uova marce. L’acido solfidrico, se respirato, è velenoso per l’uomo, ma per fortuna Urano è decisamente lontano: 2 miliardi e 883 milioni di Km.

Però le curiosità che riguardano il gigante gassoso (terzo per diametro e quarto per massa tra i pianeti del sistema solare) non si esauriscono qui. Urano, come anche Venere, ha moto retrogrado, cioè ruota in senso contrario rispetto agli altri pianeti, inoltre, il suo asse è inclinato di circa 90° rispetto al piano orbitale. Quest’ultima caratteristica fa sì che i poli del pianeta siano rivolti verso il Sole per mezza orbita mentre per la restante mezza restino al buio.

Su Urano spirano venti a 700 Km/h, tra i più forti di tutto il sistema solare e la temperatura raggiunge i -224° C. Già, ma come è stato possibile “annusare” il pianeta gassoso? Come sempre, grazie all’analisi spettrometrica della luce che ci giunge da esso effettuata da diversi osservatorii, uno tra tutti il Gemini Nord installato sul vulcano spento Mauna Kea, alle isole Hawaii. La presenza dell’H2O era sfuggita anche alla sonda Nasa Voyager 2, che nel 1986, aveva sorvolato da vicino Urano. La notizia interessante però riguarda la differente composizione chimica tra Urano e Nettuno rispetto agli altri giganti gassosi Giove Saturno ricchi soprattutto di ammoniaca. Ciò farebbe pensare ad una diversa evoluzione tra questi pianeti o addirittura una migrazione di Urano da un’orbita ad un’altra. Si vedrà in futuro.

Urano non si può osservare ad occhio nudo e venne scoperto quasi per caso da William Herschell il 13 marzo 1781 che lo volle chiamare “Georgean Planet” in onore del re d’Inghilterra Giorgio III. Fu denominato Urano dall’astronomi tedesco E. Bode nel 1850. Per la scoperta dei suoi deboli 13 anelli si è dovuto attendere il 1977 grazie a un telescopio da 90 cm montato su un aeroplano predisposto per tale missione. I suoi 27 satelliti invece, ce li ha rivelati la Voyager 2 nel 1986. In seguito, grazie all’osservazione delle perturbazioni di Urano, verrà scoperto Nettuno. Ma questa è un’altra storia.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it