Supernovae tra gli alberi

È possibile, osservando gli anelli di accrescimento degli alberi (dendrocronologia), avere informazioni sul clima del passato? Pare proprio di si.

Uno studio apparso sull’International Journal Of Astrobiology, presentato da Robert Brakenridge della Colorado Unioversity, rivela che è possibile datare esplosioni di Supernovae, che avrebbero a loro volta generato perturbazione del clima terrestre, analizzando gli anelli di accrescimento degli alberi.  Considerando gli ultimi 40.000 anni di storia del nostro pianeta, è stato possibile rilevare 8 casi di esplosioni di Supernovae, almeno 4 delle quali responsabili di perturbazioni climatiche.

Prodotte come ultimo atto della vita di una stella, le Supernovae generano immani esplosioni che in pochi mesi emettono più energia di quella prodotta dal Sole in tutta la sua vita. Recentemente, alcuni studiosi hanno focalizzato l’attenzione su Betelgeuse, una gigante rossa in Orione distante 642.5 anni luce, ipotizzando che fosse prossima la sua fine come Supernova. La sua relativa vicinanza, nel caso essa esplodesse, produrrebbe l’emissione di una quantità di dannosissimi raggi Gamma tale da mettere in pericolo la vita sulla Terra perché in grado di distruggere la preziosa Fascia di Ozono che la protegge. Fortunatamente, il tutto è stato ridimensionato.

Per comprendere quando sono avvenute le esplosioni delle Supernovae, Brakenridge ha osservato le nebulose generate da esse stimandone l’età e confrontandola poi con quanto registrato negli anelli degli alberi. In particolare è stata osservata la Nebulosa Vela12740 distante 815 anni luce da noi e formatasi 13.000 anni fa. Analizzando la concentrazione di C14 o Radiocarbonio (un isotopo del Carbonio) presente negli anelli degli alberi, è stato possibile rilevarne le differenze nel tempo (Ogni anello rappresenta un anno di vita della pianta). Il C14, poco presente sulla Terra, si forma quando i raggi cosmici prodotti dal Sole o provenienti dallo spazio profondo colpiscono l’alta atmosfera. “Di solito la quantità è costante, anno dopo anno”, spiega Brakenridge. “Gli alberi raccolgono anidride carbonica e parte di quel carbonio sarà radiocarbonio”. A volte però si rilevano aumenti improvvisi di C14 negli anelli relativi ad un determinato periodo. In passato si giustificava questa discrepanza con l’emissione di energia solare sotto forma di brillamenti ed emissioni coronali senza prendere in considerazione le Supernovae. “Questi sono eventi estremi, e i loro potenziali effetti sembrano corrispondere a quanto è stato registrato negli anelli degli alberi”, rivela Brakenridge. Nel caso della Nebulosa Vela, l’aumento di C14 è stato del 3%. Tuttavia questo studio non è ancora risolutivo perché la difficoltà di datare le esplosioni di Supernovae può produrre errori fino a 1.500 anni.

Certamente si aprirà un nuovo filone di ricerca rivolto anche a comprendere quale impatto questi fenomeni possano avere su piante, animali e anche rocce.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it