Terra in accelerazione

Finalmente il 2020 ci ha lasciati, non ne vedevamo l’ora. Eppure, ironia della sorte, proprio l’anno appena trascorso ha registrato i 28 giorni più corti dal 1960.

Un anno che dava l’impressione di scorrere con una lentezza esasperante quasi quanto il senso di impotenza che provavamo davanti alla pandemia dilagante. Eppure, ironia della sorte, proprio l’anno appena trascorso ha registrato i 28 giorni più corti dal 1960.

La durata del giorno solare vero viene definita come il tempo che intercorre tra due passaggi successivi del sole al meridiano che segna il mezzogiorno. La sua durata è di circa 24 ore. Per gli utilizzi civili viene invece adottato il Giorno Solare Medio, media delle durate dei giorni solari durante l’anno, il valore del quale è 86.400 secondi (24 ore). I nostri orologi vengono regolati su questo tempo. Uno studio condotto dagli scienziati come Graham Jones e Konstantin Bikos, in collaborazione con TimeandDate.com, ha rivelato che nel 2020 la Terra ha ruotato su sé stessa più velocemente. In particolare, il 19 luglio è stato il giorno più corto dell’anno di ben 1,4602 millisecondi (1 millisecondo ms = 0.001 secondi). Il record precedente era detenuto dal 5 luglio 2005 con un valore di 1.0516 ms. Tutto ciò indica che la Terra ha ruotato più velocemente attorno al proprio asse, e non è la prima volta che accadde. Quindi la velocità di rotazione può variare. Le cause del fenomeno sono diverse: dallo spostamento del nucleo metallico che occupa il centro del pianeta alla variazione della pressione atmosferica, dalle correnti oceaniche ai venti, alla variazione dei fondali marini fino all’interazione Terra-Luna. C’è anche chi chiama in causa il riscaldamento globale del pianeta e differenti altri effetti.

Ma come si fa a rilevare differenze temporali così esigue? Ci si serve degli ultraprecisi Orologi Atomici, lo sviluppo dei quali è iniziato addirittura nel 1955 ad opera di Louis Essen. Questi strumenti sono stati introdotti a partire dagli anni ’60 per il calcolo del Tempo Coordinato Universale (TCU) sul quale sincronizziamo i nostri orologi. Rivelano Jones e Bikos: “Queste differenze si ottengono misurando la rotazione della Terra rispetto a oggetti astronomici”. A gestire il servizio ci pensa lo IERS (International Earth Rotation And Reference System Service) con sede a Parigi. L’importanza di avere un tempo esatto è legata soprattutto all’utilizzo dei sistemi di rilevamento e telecomunicazione come il GPS.

A questo punto risulta evidente come anche il TCU debba essere aggiornato. Lo si è già fatto in passato, in particolare dal 1972 (anno nel quale si stabilì il rifasamento) al 2016 quando si dovettero aggiungere 1 s all’anno per un totale di 27 s per recuperare il ritardo. Allora la Terra era più pigra e la rotazione durava di più. Questa operazione viene detta Secondo Intercalare o secondo bisestile (Leap Second), può essere positiva o negativa e la si applica a giugno o a dicembre.

E le previsioni per il prossimo anno? Sembra che la tendenza si mantenga. Si prevede un valore di anticipo di 0.05 ms su 86.400 s e se si mantenesse questa tendenza, si dovrebbero togliere secondi intercalari al nostro orologio per riallinearlo alla rotazione terrestre. Affrettiamoci con gli impegni!

Miro Bertinotti

Foto by Miro Bertinotti: 1) Meridiana a Verezzo di Sanremo – 2) Rotazione Terrestre.

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it