Tira e molla tra Giove, Venere e la Terra

La notizia è di qualche giorno fa, anche se la scoperta risale al 7 maggio di quest’anno: l’orbita della Terra intorno al Sole varia periodicamente a causa dell’influenza gravitazionale di Giove e Venere. Il più grande dei pianeti, Giove, e quello più vicino a noi, Venere, come un elastico, allungano del 5% l’orbita terrestre, trasformandola da quasi circolare in ellittica ogni 405.000 anni.

Il fenomeno è stato comprovato per gli ultimi 50 milioni di anni, anche se accade da 215 milioni di anni, quando sulla Terra si aggiravano i dinosauri. Lo studio è stato presentato da Dennis Kent e collaboratori dell’università Rutgers-New Brunswick, ed è particolarmente importante perché può spiegare i grandi cambiamenti climatici avvenuti sul nostro pianeta.

Il clima terrestre è direttamente correlato al modo nel quale la Terra orbita intorno al Sole; come possiamo immaginare, la variazione della quantità di luce che ci giunge dalla nostra stella, crea cambiamenti molto evidenti sulle condizioni meteorologiche e sull’ecosistema terrestre. Ma la situazione che più fa riflettere è che ogni 405.000 anni si verifica l’inversione del campo magnetico terrestre. La conferma è arrivata dalle prospezioni geologiche effettuate nei sedimenti del Bacino Newark, un lago preistorico situato nel New Jersey e nella Foresta Pietrificata dell’Arizona. Perforando nuclei di roccia a 457 metri di profondità e con l’analisi dei radioisotopi su materiale di 250 milioni di anni fa, il professor Kent, nel 2013, ha confermato l’inversione del campo magnetico che avviene ciclicamente proprio ogni 405 000 di anni. I moti che influenzano il clima sulla Terra sono essenzialmente tre e sono noti come Cicli di Milankovitch (lo scienziato serbo che studiò il fenomeno negli anni ‘20 del secolo scorso). Un periodo di 100.000 anni è legato all’eccentricità orbitale ed è simile al ciclo di 405.000 anni descritto da Kent. Un ciclo di 41.000 anni nel quale l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre cambia il suo orientamento. Infine un periodo di 21.000 anni che vede lo stesso asse compie delle oscillazioni.

Tutto ciò ha indotto alcuni studiosi a pensare che grandi eventi geologici come la frantumazione di Pangea, l’unico grande continente esistito agli albori della formazione della Terra e la conseguente formazione dell’Oceano Atlantico, o la scomparsa di alcune forme di vita, tra le quali l’estinzione dei dinosauri, possano essere collegabili con i moti millenari sopra descritti.

Come possiamo vedere, la nostra Terra è tutto fuorché immobile.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it