Tradizioni d’Autunno

Ora che siamo entrati ufficialmente nell’autunno, possiamo occuparci delle tradizioni a esso legate. Ricordiamo che il ciclo delle stagioni, come le fasi lunari, sono stati da sempre occasioni per riti e feste. Anche per l’equinozio d’Autunno ci sono diverse tradizioni, alcune sono davvero antichissime e appartengono tanto alla traduzione nordica quanto a quella romana e greca. Sia per i romani che per i greci, infatti, l’equinozio rappresentava un momento speciale e molte delle grandi celebrazioni avvenivano proprio nel mese di settembre.

In Grecia era il tempo dei festeggiamenti della dea Demetra, colei che protegge campi e messi, ma era anche l’epoca dei misteriosi riti eleusini, riti a cui era invitata a partecipare tutta la popolazione, senza distinzione di classi sociali.
Per i romani la data era importante anche perché l’imperatore Augusto nacque proprio in questo giorno nel 63 a.c. e per celebrare questa particolare ricorrenza diede ordine di costruire una immensa meridiana che venne posta nel Campo Marzio. Costantino giunse al punto di ‘spostare’ la data della celebre vittoria a Ponte Milvio per festeggiarla proprio il giorno dell’equinozio.
Naturalmente anche per la tradizione celtica l’Equinozio d’Autunno era particolarmente importante e veniva chiamato Luce d’Autunno (Alban Elfed) o Luce dell’Acqua (Elued). Con l’Equinozio d’Autunno i druidi celebravano la fine della stagione del raccolto. Per i celti invece l’equinozio d’autunno aveva le sembianze del dio Mabon, colui che veglia benevolmente sul raccolto e il cui simbolo distintivo è la cornucopia. Anche per la cristianità l’Equinozio d’Autunno è importante, lo si lega infatti alla figura di San Michele, l’angelo guerriero, il cui onomastico si festeggia il 29 settembre. San Michele è colui che gettando Lucifero negli inferi ha separato il bene dal male e quindi la luce dall’ombra.

Questa settimana vi propongo una festa della Val d’Aosta.
Lo Pan Ner – I Pani delle Alpi
Sabato 5 ottobre inizia la quarta edizione della festa transfrontaliera Lo Pan Ner. La manifestazione, nata nel 2016 all’interno di un progetto italo-svizzero per la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, coinvolge oltre a Lombardia (Sondrio e Brescia) e Cantoni Grigioni (Valposchiavo), 50 comuni della Valle d’Aosta e si è estesa alla zona della Valle Ossola in Piemonte, la regione dell’Upper Goreniska in Slovenia e di Parc de Bauges in Francia. Si riconferma anche quest’anno, come filo conduttore, il mantenimento e recupero non solo di una delle antiche tradizioni di panificazione, ma soprattutto delle emozioni ad esse legate.

In quei giorni, come un tempo, si celebra la panificazione quale momento di festa e socializzazione, dove ognuno aveva il proprio ruolo: le donne impastavano la farina e realizzavano le forme di pane che poi gli uomini cuocevano nel forno, mentre i bambini aspettavano con impazienza la cottura dei “galletti” preparati per loro. Sabato 5, in tutta la valle, si accenderanno all’alba i vecchi forni dei villaggi per preparare e cuocere il tradizionale pane nero, un pane antico preparato con la segala, che verrà poi messo in vendita. A Cogne si sfornerà anche il Mécoulin, tipico pane dolce, versione valdostana del classico panettone. Una serie di animazioni tematiche celebrerà lo spirito di convivialità che caratterizza questa iniziativa.

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it