Tradizioni e cucina delle Feste. Ecco l’Immacolata

Eccoci nuovamente ad occuparci delle feste e tradizioni che costellano il mese di Dicembre. Se il Natale è la festa principale, i Santi e la Festa dell’Immacolata che lo precedono sono ricchi di significati religiosi, simbolici e folcloristici.

Il 6 Dicembre San Nicola apre il rito dei doni; ma di questo abbiamo già partalo. Pensate, però, che a Taranto già Santa Cecilia il 22 Novembre apre la porta alle tradizioni Natalizie.

È con la Festa dell’Immacolata Concezione che in tutta Italia iniziano i preparativi: nelle famiglie si prepara il presepe (il 1 dicembre il Papa si è recato a Greccio dove San Francesco ha allestito il suo primo presepe ed ha richiamato tutti a vivere questa tradizione), si addobba l’albero, si posizionano e si accendono le luci esterne.

Il consumismo ha travisato le tradizioni, perciò già a metà novembre abbiamo visto comparire le luci nei supermercati e i panettoni hanno fatto la loro comparsa negli scaffali forse ai primi di ottobre. Rimangono, tuttavia, zone del nostro territorio dove si mantengono alcune tradizioni che scopriremo girovagando e ne pubblicheremo pertanto qualche ricetta dei piatti più tipici.

Nel sud la Festa dell’ Immacolata era preceduta da una giornata di digiuno. È il Papa Pio IX che ha ufficializzato nel 1853, la tradizione del digiuno che aveva avuto origine a Manduria nel 1628. Nelle provincie di Taranto, Lecce e Brindisi, per esempio, il 7 dicembre viene sfornata la puccia, pane bianco a simboleggiare la purezza della Madonna. Esso viene servito durante un pranzo veloce che viene consumato in piedi, ed accompagnato da ingredienti locali disposti in tavola dentro contenitori di terracotta, come per esempio tonno sott’olio, pecorino, capperi, peperoni, melanzane. Oltre alla puccia, non possono mancare le pittole o pettole, frittelline di pasta che vengono fatte o classiche e vuote, oppure arricchite con patate, cavolfiore, alla pizzaiola, o ancora dolci con il miele. Un digiuno per modo di dire perché la puccia, vi garantisco, ripiena di ogni ben di Dio è qualcosa di indescrivibile.

A Matera le cose sono un po’ più dure perché il sette dicembre si salta la colazione e a pranzo si mangia solamente il Tarallo dell’Immacolata, un tarallo con semi di finocchio. La cena è un po’ più ricca: Baccalà in umido, pan di tarallo e spaghetti aglio, olio e peperoncino. A Cosenza si mangiano i Cuddrurieddri, ciambelle a base di farina e patate e fritte nell’olio. In Sicilia si impasta la muffuletta, pane condito e per dolci si prepara la Petrafennula una specie di torrone fatto di miele, mandorle e bucce di arance o cedro e il Buccellato pasta frolla ripiena di fichi secchi, mandorle, uva passa e scorze di arancia. Infine andiamo a Palermo dove troviamo ‘U sfinciuni, una focaccia condita con pomodoro, acciughe e caciocavallo.

Per la Festa dell’Immacolata ci fermiamo qui. Alla prossima.

Giovanna Turco

Foto originale di Mirko.leo

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it