Trenini nel cielo

Osservando il cielo, soprattutto verso l’alba o al tramonto, è facile imbattersi in scie formate da trattini luminosi separati tra di loro che si spostano come trenini nel cielo.

Il fenomeno, visibile ad occhio nudo, è più evidente nelle immagini fotografiche del cielo. Sono le Costellazioni satellitari, costituite da gruppi di satelliti, ormai centinaia, presto migliaia, posti in orbita per scopi commerciali legati alla comunicazione Internet.

Il guaio è che riflettono la luce del Sole che li colpisce inviandola sulla Terra, così chi il cielo lo osserva e fotografa sia per studio che per semplice diletto. In particolare il fenomeno va a disturbare gli osservatori che da Terra controllano gli asteroidi potenzialmente pericolosi (NEO o PHA) o rilevano le onde gravitazionali. Dalla preistoria, la visione del cielo stellato è profondamente cambiata.

Il firmamento, che ospitava divinità e personaggi mitologici oggi è per molta parte invisibile a causa dell’inquinamento luminoso dovuto soprattutto alla luce parassita proveniente dai centri abitati. L’aerosol causato dall’umidità dell’aria, provoca il fenomeno di Skyglow che diffonde il bagliore anche molto lontano dalle città.  Il fenomeno tuttavia non è ancora del tutto compreso. Una cosa è certa, dal 1957, dopo che lo Sputnik1 entrò in orbita terrestre, il cielo non è più quello…di una volta. Il rapporto SATCON1, presentato da circa 250 scienziati di un team internazionale il 25 agosto 2020, ha rivelato la realtà del problema. Lo ha fatto esaminando i dati prodotti dal telescopio europeo Vista dal 25 giugno al 6 luglio, unito a simulazioni in laboratorio, arrivando a proporre soluzioni accettabili per risolvere, almeno in parte il problema. Esistono sostanzialmente due tipologie di costellazioni satellitari. Quelle con orbita bassa (circa 600 Km dalla Terra), dette Leosat (low Earth orbit), costituite dai satelliti denominati Starlink, lanciati dai Falcon 9 della Space X di Elon Musk. In un futuro neanche molto lontano, raggiungeranno il numero di 90.000. I satelliti, del peso di 260 g ciascuno, hanno pannelli bianchi per limitare il surriscaldamento degli strumenti. E questo è un guaio, perché essi sono fortemente riflettenti verso la Terra. I satelliti che percorrono orbite alte (1.200 Km), sono visibili per tutta la notte ma in modo più attenuato. Appartengono alla britannica Oneweb.

E la bella notizia? Beh, i progettisti si stanno impegnando per limitare, se non eliminare, i disturbi provocati dalle costellazioni satellitari. Osservando nel visibile, l’effetto negativo risulta attenuato se vengono utilizzati grandi telescopi. Si possono utilizzare pose molto lunghe e soprattutto osservare oggetti posti vicino allo zenit, perché la riflessione è maggiore in prossimità dell’orizzonte. Esiste però anche la radioastronomia. I satelliti emettono onde, visto che hanno il compito di portare Internet a banda larga in ogni luogo del pianeta (poli esclusi) e a costo contenuto. Qui la soluzione potrebbe essere lo spegnimento dei satelliti quando transitano sopra il radiotelescopio, che tuttavia utilizza particolari frequenze protette.  Una mano l’ha tesa Elon Musk che, il 6 gennaio 2020, ha lanciato 60 satelliti trattati con vernice scura, con luminosità ridotta del 55%. Non male per iniziare. In futuro si pensa anche di dotare il satellite di una sorta di parasole che impedisca di riflettere la luce solare. Qualcuno ha anche pensato di ridurre il numero di satelliti, ma francamente, a questo punto, mi sembra un’ipotesi poco attendibile. Vi auguro comunque cieli sereni senza trenini luminosi.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it