“Tu sei Bellezza” di Ermes Ronchi: la recensione del libro

Un testo che invita e predispone l’animo umano all’elevazione verso il divino, quale percezione tangibile di emozione e autenticità.

Tu sei Bellezza” è un’apologia della Vita, della fede introspettiva, della speranza, per la quale ogni individuo è chiamato ad una gioia spirituale, grazie all’esperienza quotidiana dei sensi:  a cominciare dalla vista, ci poniamo, infatti, in relazione con la bellezza circostante che altro non è, se non il riflesso dell’Amore creatore e, pertanto, fonte di perenne stupore.

L’autore, in un colto e affabile percorso di citazioni e collegamenti filosofici, letterari e religiosi, ci suggerisce la strada per un’esistenza definita dalla consapevolezza, nel raggiungimento di un equilibrio fra ragione e sentimento.

L’accostamento all’arte in ogni sua forma rappresenta una delle vie preferenziali per la partecipazione a quella seducente armonia diffusa  che racchiude e, nel contempo, sprigiona il Bene. Così come il cammino alla luce del Vangelo, in cui la positività e la costante meraviglia della figura di Gesù ci guidano verso la verità che incontra la tenerezza.

Una Bellezza, dunque, sublimata dall’Amore estremo della morte in croce per la redenzione dell’umanità, ossia una Bellezza che passa attraverso l’apparente abbruttimento di una salvifica sofferenza e che ci avvicina a Dio. Un Cristo incantatore, afferma Sant’Ambrogio.

Ma ci permettiamo di suggerire la lettura di questo libro al di là del credo personale. Si tratta di una visione concreta dell’uomo e del mondo che esorta ad appassionarsi a questa realtà, che elogia la creatività in un’epoca tecnologica in cui alto è il rischio di annientarla, che induce ad un atteggiamento etico individuale e collettivo.

Padre Ermes Ronchi ci offre un appiglio consolatorio per accettare la nostra fragilità umanamente condivisa, non condannata nemmeno dall’Alto: “Dio preferisce essere amato che obbedito. Amato da questi liberi, meschini e splendidi figli che noi siamo”. L’uomo non cerca severità, bensì accoglienza. Non dogmi, ma comprensione. Ci attrae e rasserena l’immagine di un Dio, Padre a noi somigliante, come gioiosamente descrive lo scrittore Albert Camus: “Dio che ride con l’uomo davanti ai caldi giochi del mare e del sole”.

Lucia Terramoccia

Lucia Terramoccia

Articolista & curatrice delle rubriche: "Karamelle al Cinema" e "E...state in Buona Lettura" di Karamellenews.it