Tutoraggio al tempo del Coronavirus

Cosa fa il tutor e i cambiamenti nelle modalità di lavoro on-line.

Il tutor didattico è un professionista con formazione sulle difficoltà nell’ambito degli apprendimenti scolastici di bambini e ragazzi, in presenza o meno di una certificazione diagnostica.
Di seguito, alcuni obiettivi del mio lavoro di tutor nell’affiancare bambini/ragazzi a svolgere i compiti:
– favorire l’autonomia, pianificazione e organizzazione;
– supportare il bambino/ragazzo nell’individuare le strategie di studio per lui più efficaci;
– insegnare a utilizzare gli strumenti compensativi (esempi: mappe concettuali, software con riconoscimento vocale);
– promuovere motivazione e senso di autoefficacia.

Tutto questo è possibile condividendo obiettivi e modalità di lavoro con la famiglia, promuovendo la collaborazione anche con la scuola.
Le restrizioni dovute all’emergenza Coronavirus hanno implicato cambiamenti nella modalità di lavoro, ho proposto per la prima volta alle famiglie di lavorare on-line, utilizzando piattaforme di videochiamata gratuite, Skype è quella che sto utilizzando maggiormente.
Nella prima fase dell’ emergenza, è stato ancora più importante chiarire obiettivi e modalità di lavoro con i genitori e il bambino/ragazzo.

Uno dei primi aspetti riguarda la condivisione dello stesso materiale: chiedo di inviarmi prima dell’incontro foto su WhatsApp, per i più piccoli è fondamentale la collaborazione dei genitori, invece per i più grandi è un’ occasione di lavoro per l’organizzazione e l’autonomia.
Uno strumento che sto utilizzando tanto e considero efficace è la “condivisione dello schermo/audio” attraverso cui si può vedere lo schermo dell’altra persona in videochiamata. Qualche esempio di utilizzo: vedere/ascoltare contemporaneamente filmati, realizzare mappe concettuali (con software gratuito) in modo interattivo.
Con un account Google si può accedere a molte app, come “Documenti”: condividendo il documento con un altro account Google è possibile lavorare in contemporanea sullo stesso documento; inoltre, offre molti strumenti per l’accessibilità, come scrivere utilizzando il riconoscimento vocale.
Questi sono solo alcuni degli strumenti utilizzati nel lavoro on-line, per i quali alcuni bambini hanno manifestato particolare entusiasmo e ritengo abbiano facilitato il mio lavoro.

Ho cercato di porre un’attenzione costante alla motivazione e alle emozioni, sia durante gli incontri sia attraverso telefonate con i genitori, fornendo strategie per favorire: autonomia, gestione di tempi e spazi.
Ho provato a descrivere alcuni aspetti della modalità di lavoro on-line, evidenziando soprattutto gli aspetti positivi ma è importante pensare anche ai limiti. In alcuni casi, per diversi fattori, non è stato possibile il lavoro on-line; durante gli incontri in videochiamata, in qualche episodio, la lontananza fisica ha rappresentato un limite.

Il lavoro on-line di questo periodo è stato dettato dall’emergenza sanitaria, tuttavia per vedere “il bicchiere mezzo pieno” ritengo che scegliere questa modalità di lavoro in futuro, in alcuni casi, potrebbe essere funzionale.

Le lezioni sono ormai giunte a termine, sento di porgere un grande ringraziamento: a tutti i genitori che hanno supportato ancora di più i loro figli in questi mesi difficili; agli insegnanti che svolgono con passione il loro lavoro e che si impegnano per realizzare una scuola più inclusiva.

Dott.ssa Mariarosaria Diana – Psicologa Centro Family C.A.R.e