“Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)”: la recensione del libro

Un libro davvero accattivante, come la giovane e fresca protagonista: Agnese, una splendida diciottenne impulsiva e determinata, obbligata a reagire tempestivamente ad un dramma, per recuperare la propria quotidianità che si trasforma in un provvidenziale nuovo inizio, con la scoperta terapeutica di luoghi sconosciuti e tempi più dilatati.

Un romanzo dinamico, di facile lettura e tuttavia ricco di innumerevoli spunti. Il valore degli affetti familiari permea ogni pagina, con i pregi ed limiti individuali che appaiono indispensabili nel quadro d’insieme delle relazioni interpersonali. Ci commuovono la tenerezza e la maturità dell’affettuosa amicizia giovanile con lo studiosissimo Adelchi che insegna anche ai più disincantati il superamento altruistico della sofferenza individuale. E ci persuadono l’indole indipendente e la femminilità ancora acerba, ma esuberante  dell’impaziente protagonista.

Un’impazienza amabile, quella di Agnese. Così come la sua convinta, forse ancora ingenua battaglia contro ogni forma di discriminazione. Altrettanto amabile è il suo entusiasmo nel turbamento di un amore impensato, durante il periodo degli esami di maturità.

Seppure in una prevalente cornice estiva, il racconto si snoda nell’arco temporale di poco più di sette mesi, ritmato dalla rievocazione del passato più recente attraverso i molteplici e calzanti andirivieni fra le stagioni. Una metafora di stati d’animo altrettanto mutevoli, perfettamente incastonati nel tripudio del risveglio di una natura assopita.

La campagna lombarda viene dettagliatamente descritta, con uno stupore quasi infantile che riesce a confinare  l’impersonale comunicazione delle applicazioni informatiche, senza anacronismo, ma con una partecipazione emotiva che vorremmo emulare.

E in questo ampio panorama, scandito da significativi incontri, riferimenti botanici, vita di paese, storie umane differenti e complesse,  l’autrice Virginia Bramati riesce a trovare la giusta collocazione anche per il chiarimento di un inspiegabile incidente. Una ricerca della verità sempre guidata dalla precipitazione di Agnese.

Un’impazienza che comporterà gravi rischi e provocherà qualche colpo di scena, rivelandosi determinante nella svolta delle vicende in corso, per poi trasformarsi, tanto da delineare un lungo e razionale percorso di crescita personale e professionale, germogliato grazie all’amorevole e prezioso regalo di una bustina di semi di Impatiens.

Ed infine c’è il “dopo”, più prevedibile, ma atteso e desiderato pagina dopo pagina. Con una lettera, prologo ed epilogo del testo. Una lettera semplice, ma intensa e, perciò, così intimamente vera.

Consigliato per una rilassante lettura estiva e non solo.

Lucia Terramoccia

Lucia Terramoccia

Articolista & curatrice delle rubriche: "Karamelle al Cinema" e "E...state in Buona Lettura di Karamellenews.it