Ultima Thule…ai confini del mondo

Parliamo ancora di viaggi ai confini del sistema solare. Il primo gennaio 2019, la sonda Nasa New Horizons ha raggiunto l’oggetto più lontano del sistema solare, distante ben 6.5 miliardi di Km dal Sole. La sonda ora orbita attorno a 2014 MU 69, questo il nome dell’asteroide, ad una distanza di 3.540 Km. Il corpo roccioso e ghiacciato, scoperto dal telescopio spaziale Hubble nel 2014, appartiene alla tipologia dei KBO (Kuiper belt object), ovvero oggetti che orbitano nella Fascia di Kuiper situata oltre l’orbita di Plutone.

2014MU69 è stato denominato Ultima Thule, Thule è il nome di una mitica isola descritta tre secoli prima di Cristo dal navigatore greco Pitea. Questi, partito da Marsiglia, visitò le terre a Nord dell’odierna Gran Bretagna spingendosi fino ad un’isola da Lui denominata Thule. Distante 6 giorni di navigazione dalle coste settentrionali della Scozia, Pitea la descrisse come terra ricoperta da ghiacci e fuoco. Alcuni identificano il luogo con la Groenlandia o l’Islanda. Tuttavia, Thule resta un luogo misterioso, divenuto sinonimo di terra mitica e irraggiungibile. La New Horizons, partita nel gennaio 2006, ha viaggiato alla pazzesca velocità di 51.948 Km/h per 13 anni fino a raggiungere Ultima Thule il 1° gennaio 2019 e conquistando due primati: essere il primo manufatto che ha visitato il corpo celeste più lontano, ha affermato Jim Bridenstine della Nasa. Questa missione ci riporta a 4.5 miliardi di anni fa quando si formò il sistema solare; Nuova Thule infatti, rappresenta una sorta di capsula del tempo rimasta invariata fino ad oggi, ricorda Alan Stern del Southwest Research Institute. Le prime straordinarie immagini del corpo celeste sono arrivate con un ritardo di 6 ore e 8 minuti, data l’enorme distanza da percorrere e ci regalano l’immagine di un corpo rossastro, simile ad un birillo o ad un pupazzo di neve (per alcuni che non hanno ancora superato l’effetto cenone di capodanno, la forma è quella di scamorza). Si ipotizza anche che l’asteroide sia costituito da due corpi sferoidali saldatisi in un remoto passato, quando l’età del sistema solare era circa 1/100 di quella attuale. Le sue misure sarebbero di 32 per 16 Km. Ultima Thule, inoltre, ruoterebbe su se stesso come un’elica. Le immagini sono state riprese dalla speciale fotocamera Lorri (long range reconnaissance imager) che ha anche guidato la sonda verso 2014MU69 osservandone i dintorni, perché si temeva che il corpo fosse circondato da detriti o altri asteroidi che avrebbero potuto disturbare la manovra di avvicinamento.

Ora non ci resta che ammirare le nuove immagini che la New Horizons ci invia consultando il Web (nasa.gov, inaf media, ansa, etc). New Horizons, proseguirà la sua missione verso nuovi obiettivi per almeno altri tre anni.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it