Un Triangolo alto nel cielo d’estate

Questo è il periodo nel quale è più facile alzare gli occhi al cielo e ammirare le brillanti stelle disposte come diamanti sul velluto blu del firmamento.

Nelle limpide notti estive, trascorrere un po’ di tempo all’aperto ci solleva dall’afa opprimente del solleone concedendoci refrigerio e tranquillità. In questo periodo spicca, alto allo zenit, un terzetto di astri disposti a formare i vertici di un triangolo isoscele.

Impossibile non notarle, sono le stelle più brillanti del cielo del momento e la loro disposizione risulta inconfondibile: è l’asterismo denominato “Triangolo Estivo”. Si definisce Asterismo un gruppo di stelle all’interno di una costellazione o di parte di astri appartenenti a costellazioni differenti. Un esempio: il Grande Carro è un asterismo che appartiene all’Orsa Maggiore. Visibile allo zenit da giugno fino a settembre, il Triangolo è immerso nella Via Lattea, la galassia alla quale apparteniamo. Nella parte alta più a Nord possiamo ammirare Deneb, la stella principale della costellazione del Cigno (altrimenti conosciuta come “Croce del Nord” per via della sua forma). Con neanche troppa fantasia, possiamo individuare nella costellazione un uccello ad ali spiegate con la parte posteriore rappresentata da Deneb (in arabo “sedere”!) e il lungo collo che termina con la stella Albireo che rappresenta il becco del volatile. Al centro della croce, Alsadr, è il petto dell’animale. Deneb detiene il primato di stella più lontana visibile ad occhio nudo (3.230 anni luce, misurazione del 1997; più recentemente rivalutata in 2.615 anni luce).

All’interno del Cigno, con l’ausilio di un binocolo si può intravedere una zona opaca e priva di stelle. E’ il “Sacco di Carbone”, un’area densa di polveri e gas. La mitologia greca associa la costellazione ad Orfeo che, ucciso dalle sacerdotesse di Bacco, venne trasfigurato nel Cigno e posto in cielo. Più in alto verso lo zenit, ecco la splendida Vega nella costellazione della Lira. Quest’ultima rappresenta lo strumento ideato da Mercurio, donato ad Apollo che a sua volta lo consegnò al musico degli argonauti Orfeo. Vega dista 25.3 anni luce ed è stata la prima stella fotografata quando la Dagherrotipia venne impiegata in astronomica. Era il 1850! 14.000 anni, Vega occupava il ruolo di stella Polare.  Tornerà ad esserlo tra 12.000 anni. Terminiamo col Altair, a 16.8 anni luce, nella costellazione dell’Aquila. Allineate ad essa, una sopra e l’altra sotto, le stelle Tarazed e Ashain raffigurano le ali spiegate dell’animale. Essa, per i greci rappresentava l’uccello che si nutriva delle viscere di Prometeo, o anche l’Uccello sacro a Giove che rapì il Coppiere Ganimede. L’aquila è rappresentata su alcune monete romane; è stata scoperta anche incisa su una pietra in Mesopotamia datata 1.200 AC.

Le immagini allegate dovrebbero aiutare a reperire gli astri descritti. Potete anche consultare la rete.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it