«Vi incoraggio andate avanti» Il Santo Padre accoglie Anspi

Per Giuseppe Dessì l’emozione era ancora palpabile all’uscita da piazza San Pietro: «A tu per tu con papa Francesco capita una volta nella vita». Il 27 novembre, al termine dell’udienza generale, il presidente dell’Anspi ha presentato al Santo Padre il sussidio invernale Indifferenti non si nasce ispirato all’enciclica Laudato si’: un volume stampato su carta riciclata che in 20 passaggi declina il concetto di ecologia integrale attraverso giochi, riflessioni, catechesi e approfondimenti liturgici. Insieme a Dessì il consiglio direttivo coi vice presidenti don Pasquale Vasta e Secondo Gola. Dopo essere stato informato su quale tipo di strumento avesse tra le mani, papa Francesco ha esclamato: «Continuate nella vostra opera, io vi incoraggio». Semplici e appassionati.

Una giornata storica che Dessì riassume come «l’opportunità dell’associazione di alzare il livello, di essere interlocutrice nelle sfide dell’oggi grazie a quel contatto privilegiato con le giovani generazioni offerto dall’oratorio. L’ecologia integrale a cui siamo chiamati presuppone anzitutto una presa di coscienza culturale. Il sussidio si pone in tale prospettiva e credo che, pur nella brevità del colloquio, papa Francesco abbia colto l’intenzione». Sul sagrato della basilica di San Pietro c’era anche l’assistente spirituale, don Luigi Pellegrini, che nell’incontro legge una continuità con le origini dell’associazione. «Anspi nacque su impulso di Paolo VI che chiedeva di essere strumenti semplici ma appassionati e di buona volontà. Nello stesso modo papa Francesco ha riconosciuto il nostro desiderio di essere Chiesa e di porci a servizio della comunità educante. La sua è stata una spinta importante perché noi eravamo lì a nome di tutti. Ed è stato un momento bello perché non mi aspettavo una vicinanza tanto forte».

Come si legge nel sussidio la prospettiva della Laudato si’ «non va confusa con una blanda attenzione all’ambiente o con l’assunzione di stili di vita salutistici. Chiede piuttosto a ogni comunità cristiana di assumere questa prospettiva come orizzonte delle scelte pastorali per rinnovare in modo credibile il compito stesso delle comunità ecclesiali, disponendole a offrire motivi di speranza, seminare sguardi positivi di rinascita, diventare segno di un modo diverso di abitare il pianeta. L’ecologia integrale non si misura con la raccolta differenziata, con una spesa consapevole un po’ più bio, con l’attenzione a non gettare cartacce per terra o alla scelta di una macchina più ecologica. L’approccio integrale richiede ben altro. Papa Francesco per aiutarci a comprenderne il senso mette in evidenza la seguente connessione: non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio ambientale». A fronte di tale scenario emerge l’attualità dell’oratorio perché «l’ecologia integrale associa il volto senza portafoglio dei numerosi volontari che s’impegnano quotidianamente nei circoli Anspi con spirito di servizio e gratuità. Indifferenti non si nasce, soprattutto se siamo educatori Anspi».

Stefano Di Battista