Viaggiare nello spazio in sicurezza. Obiettivo: una navicella a 5 stelle

Da qualche decennio l’uomo ha imparato a confrontarsi con l’immensità dello spazio cosmico. Per ora si è accontentato di lasciare le orme del suo piede sulla superficie lunare, di abitare le stazioni spaziali e di compiere passeggiate fluttuando intorno ad esse. Ma cosa succede al fisico e alla mente degli astronauti quando sono nello spazio? Perché, i rischi per la salute esistono e sono tanti. Una ricerca dello Human Research Programm della NASA, ha individuato cinque tipologie di situazioni, tali da costituire un serio pericolo per gli astronauti:

– le esposizioni alle radiazioni provenienti dallo spazio, che possono aumentare il rischio di cancro, produrre danni al sistema nervoso centrale, alterare le funzioni cognitivo-motorie e i disturbi comportamentali. I primi studi sono stati effettuati sulla stazione spaziale, dove gli astronauti sono esposti a radiazioni 10 volte superiori che sulla Terra, ma molto inferiori a quelle presenti nello spazio profondo. Però la stazione spaziale è ancora parzialmente protetta dal campo magnetico terrestre. La soluzione proposta, sarebbe quella di dotare di scudi protettivi le navicelle e somministrare farmaci per la perdita di minerale osseo all’equipaggio;

– il senso di isolamento e il condividere spazi angusti per lunghi periodi e senza poter comunicare (social, internet, etc), causa perdita di sonno e alterazione dei ritmi circadiani. Sembra che una alternanza di illuminazione degli ambienti (terapia della luce), aiuti parecchio;

– nel caso di un viaggio verso Marte, la distanza dalla Terra (mediamente 200 milioni di Km), la durata del viaggio (sei mesi andare e altrettanti per tornare) e la permanenza su di esso, per un totale di 3 anni, implica la completa autosufficienza dell’equipaggio, sia sanitaria (farmaci) che logistica (cibo, attrezzature). Inoltre, va messo in conto il ritardo delle comunicazioni radio di circa 20 minuti;

– la gravità di Marte, pari a 3/8 di quella terrestre, sommata alla sua totale assenza durante il viaggio, creerà problemi al sistema cardiocircolatorio, ad ossa e muscoli. Qui sarà utile per gli astronauti l’esercizio fisico ed i farmaci specifici.

– infine, la permanenza in ambienti chiusi come quello della navicella, dove si instaura un proprio ecosistema, deve essere vissuto dagli astronauti in modo sereno e confortevole. In questo, incidono il continuo monitoraggio dell’ambiente (temperatura, pressione, rumore presenza di microbi) e la qualità dell’aria, che verrà riciclata al pari dell’acqua, della CO2 e dei rifiuti prodotti.

Il tutto, naturalmente, per cercare di dare ai futuri esploratori di Marte, una navicella (è il caso di dirlo) a cinque stelle.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it