Volontari col cuore: testimonianza di una giovane AVO

Vorrei condividere con voi un’esperienza che stiamo vivendo molto intensamente in ospedale e che mi rende molto orgogliosa di essere Avo e con persone speciali Avo.

Da un mese circa una dolcissima signora coreana non si stacca un attimo dal suo amatissimo marito tedesco molto grave per un evento improvviso che li ha colti in Italia. Dorme in ospedale, si lava e mangia lì per non lasciarlo un attimo. Parla faticosamente l’italiano e trasmette una storia d’amore ventennale di quelle quasi incredibili da credere. Sola e in un paese che conosce poco.

Ha toccato il cuore a tutti e abbiamo creato una rete di assistenza, ascolto e sorriso tutta per lei. Senza naturalmente trascurare gli altri. Abbiamo cambiato dei turni per non mancare, siamo andati ogni volta che abbiamo potuto, siamo stati fino a tardi, chi parla bene l’inglese le è stata più vicina ancora. Il nostro più giovane volontario le ha parlato di Dio e della speranza della vita eterna.

Chi non parla l’inglese va solo ad abbracciarla.  E lei ha detto che solo vederci arrivare con il sorriso la rincuora e le dà forza e che non avrebbe creduto mai che ci fossero persone come noi di Avo.

E ha detto di credere che quando si ha bisogno e si prega Dio, Lui manda degli angeli ad aiutare e lei pensa che gli angeli siamo noi!

La vedremo ancora per poco tempo, temo, anche se non la lasceremo neanche quando andrà in Hospice ma resterà nei nostri cuori sia perché sarà indimenticabile lei e la sua storia di profondissimo legame e di amore con suo marito Thomas sia perché, anche se non ce n’era bisogno, ci ha dato nuovamente la sensazione di fare una cosa bella, importante, utile che ci restituisce molto più di quanto si dà.

Al di là delle parole e delle regole l’importante è esserci. Per chi ha bisogno di noi.

Questa non è una ricerca di plauso, le cose non si fanno per essere ringraziati o applauditi, ma è solo una piccola testimonianza del nostro modo di essere volontari col cuore.

Grazie alle splendide persone che hanno avvolto con me Jina e Thomas.

Cristina Birago – AVO Varese